domenica 26 Settembre 2021
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La canzone”Abbracciame” inno mondiale, intervista ad Andrea Sannino

NAPOLI. Impennata su Spotify dell’ 820%, i giornali di tutto il mondo parlano della sua canzone. E’ finalmente ufficiale che “Abbracciame” di Andrea Sannino è l’inno mondiale della speranza.

Speranza di riabbracciarci al più presto, di baciarci e di camminare tra la folla che quotidianamente popola le strade di Napoli, Milano, Roma, di tutta Italia e di tutto il mondo. Lo abbiamo cantato dai balconi a squarciagola e continuiamo a farlo da casa quando la tristezza ci assale. E la maggior parte degli italiani lo fa cantando un’unica canzone: “Abbracciame” del cantante partenopeo Andrea Sannino, tanto da farla “schizzare” su Spotify e farla conoscere in tutto il mondo. Dall’Europa all’America, la voce di Sannino sta riscaldando i cuori impauriti da un virus maledetto. Il bisogno di musica in questo momento è vitale per alleviare le sofferenze delle anime afflitte e Andrea Sannino è tra gli artisti che ci sta aiutando. Di seguito una breve intervista al noto cantante.

1) Un’impennata dell’820% su Spotify, che emozione hai provato quando hai saputo di questo risultato?

Non me lo sarei mai aspettato e non l’avrei mai scoperto se per caso una sera non mi fossi messo a “googlare” il mio nome e cognome, come ogni tanto faccio. Ho iniziato a notare tutti articoli in lingua straniera (francese, giapponese, cinese, portoghese) che riportavano questa notizia. Il brano italiano che ha ricevuto il picco maggiore è stato “Abbracciame” superando anche “Azzurro”. Per me è un grande onore, sono sbalordito e poi è stata una soddisfazione immensa vedere il mio nome riportato sul Times, The Guardian, Marca. Sono giornali importantissimi nel mondo ed è davvero una gioia inaspettata.

2) La tua canzone è diventata il simbolo di questa quarantena per la speranza che infonde nel riabbracciare tutti il prima possibile, cosa ti senti di dire a queste persone che hanno cantanto il tuo “inno“ dai balconi e hanno contribuito a renderla immortale?

Specifico sempre che la mia canzone non puo essere il simbolo di questa quarantena, perchè per me in questa emergenza il simbolo ha un “volto” ed è quello dei medici, degli infermieri che sono in trincea impegnati in prima linea per sconfiggere il virus. La musica in generale, non solo la mia, sta contribuendo sicuramente ad aiutare le persone che hanno avuto la fortuna di non contrarre il virus e le ha aiutate a stare a casa. Anche quella è una cosa inedita per tutti noi. Nessuno è abituato a stare 24 ore al giorno nella propria abitazione, la musica sta alleviando questa sofferenza. Ovviamente sono lusingato che in mezzo a questa musica c’è anche una mia canzone.

3) La musica sta risultando la terapia dell’anima in questo momento e tu sei riuscito a contribuire a tutto questo, come lo racconterai ai tuoi figli?

Oggi abbiamo un’arma in più rispetto al passato: l’innumerevole numero di video e tanto materiale mediatico, e io ho conservato tutto perchè ovviamente è un periodo epocale. Verrà tutto scritto sui libri di storia, a mia figlia farò vedere come è stato rimanere a casa, anche perchè conservo tutti i passaggi cruciali di quest’epidemia così da lasciargli un bagaglio culturale anche video e non solo racconti. Stando a casa in questo periodo gioco tanto con lei insieme a mia moglie.

4) Un messaggio positivo, non solo per i napoletani ma per tutti i tuoi fan nel mondo?

Io auguro speranza perchè in questo momento c’è tanta gente che la sta perdendo perchè è afflitta, non solo dall’emergenza sanitaria ma anche da quella economica e lavorativa. La speranza è spesso maltrattata, considerata demodè e invece in queste circostanze non si può far altro che sperare. Il nostro ruolo è quello di restare in casa non possiamo fare altro. Per me che sono credente è importante pregare e sperare.

 

 

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