sabato 8 Agosto 2020
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La Fondazione Famiglia di Maria s’illumina di mille colori per intensificare il dialogo con la città

NAPOLI. Sostituire il grigio con i colori e riempire di luci il buio della notte. Domani sera 7 luglio, a partire dalle 20.30, i muri esterni della Fondazione Famiglia di Maria si illumineranno di led colorati per accendere anche simbolicamente i riflettori sulla zona di Napoli Est e intensificare il dialogo con la città e la sua cultura. L’installazione delle luci, sponsorizzata da Unicoenergia, sarà attiva tutti i giorni per un mese dalle 20.30 alle 2 di notte. L’accensione delle luci sarà accompagnata dal pianoforte del maestro Pasquale Cirillo di Napulitanata che suonerà pezzi di musica classica napoletana.

“Napoli è mille culure – commenta la presidente della Fondazione Anna Riccardi – e grazie a Unicoenergia illumineremo via Salvatore Aprea a San Giovanni a Teduccio con il rosa e l’azzurro, i colori della fondazione. Sarà un arcobaleno di energie positive con l’incrocio dei bambini, le loro famiglie e l’intera città di Napoli che arriverà in periferia. Ringrazio l’amministratore Aldo Arcangioli che ha dimostrato una grande sensibilità sostenendo questo progetto”.

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“La filosofia di Unicoenergia è diffondere una nuova cultura dell’illuminazione, che tenda a valorizzare lo splendore del territorio, donando una nuova luce alla storia e alla bellezza dei luoghi della nostra città. Per noi è un piacere dare il nostro contributo all’iniziativa ‘La Fondazione s’Illumina’ promossa dalla Fondazione Famiglia di Maria, faro di speranza e bellezza nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. Da sempre ci stanno a cuore le iniziative sociali che, come questa, intensificano il dialogo con la città” dichiara l’amministratore di Unicoenergia Aldo Arcangioli.

La Fondazione Famiglia di Maria opera nel territorio di Napoli Est in favore di minori e famiglie con disagi socio-economici per aiutarli a sviluppare valori di solidarietà, rispetto reciproco, legalità e non violenza, in una zona, il rione Villa, caratterizzata da abitazioni di edilizia popolare spesso lasciate all’incuria o case storiche ma di impianto e derivazione sub proletaria. Una condizione che si sviluppa in un’area potenzialmente bellissima, in quanto si affaccia sul mare, ma vessata anche da condizioni gravissime di inquinamento industriale, con livelli occupazionali bassissimi e un grado di istruzione e scolarizzazione al di sotto della media che raccontano un territorio che ha come esigenza primaria quella del riscatto e dello sviluppo.

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