Buongiorno Signora Patrizia,
le scrivo con il cuore tremante.
Sono una mamma come lei, mamma di due bambini. Il mio secondogenito ha l’età del suo Domenico. E da quando abbiamo saputo quello che è accaduto, nulla è più stato leggero nei miei giorni.
Per noi mamme è stato come ricevere un colpo allo stomaco. Un lutto che non ci appartiene direttamente, ma che sentiamo nostro. Perché quando soffre un bambino, soffrono tutte le madri. E quando una madre perde un figlio, il mondo intero dovrebbe fermarsi.
Una mamma non dovrebbe mai, mai piangere il proprio figlio. È contro la natura, contro il cuore, contro ogni legge non scritta dell’amore. È un dolore che non ha nome, che non ha misura, che non avrà mai fine.
Non riesco ad accettare che nel 2026 possano ancora accadere tragedie simili. Non riesco ad accettare che una vita così fragile, così preziosa, possa spegnersi per negligenza, per superficialità, per mancanza di attenzione. La vita di un bambino non è un dettaglio. Non è una pratica. Non è un numero. È un universo intero.
Ogni mattina mi sveglio e il primo pensiero va a Domenico. Mi chiedo cosa stiate vivendo, quanto siano lunghi i vostri silenzi, quanto pesi il vuoto nella sua stanza. Mi si stringe il cuore pensando che quel letto resterà intatto, che quei giochi resteranno fermi, che la sua voce ora vive solo nei ricordi.
Sono arrabbiata. Sono profondamente arrabbiata come madre e come cittadina. Perché certi errori non devono accadere. Perché chi ha la responsabilità di custodire la vita deve farlo con coscienza, competenza e rispetto assoluto. Quando si parla di bambini, non esistono margini di errore. Non dovrebbero esistere.
Ma più forte della rabbia è il dolore. E più forte del dolore è la vicinanza.
A nome di tante mamme che in questi giorni hanno pianto per vostro figlio, voglio dirle che non siete soli. Siamo con voi in ogni passo, in ogni scelta, in ogni battaglia che vorrete affrontare. Vi sosteniamo moralmente, con il cuore in mano. Se un abbraccio potesse alleggerire anche solo per un istante questo peso immenso, glielo darei senza esitazione.
Domenico non è solo il vostro bambino. È diventato il figlio di tutte noi, custodito nel silenzio delle nostre preghiere e nei nostri pensieri quotidiani.
Non esistono parole che possano colmare un’assenza così grande. Ma esiste un filo invisibile che oggi unisce tante madri al vostro dolore. E quel filo non si spezzerà.
Con profondo rispetto, con immensa commozione e con tutto l’amore che una madre può comprendere.




