lunedì 28 Settembre 2020
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La storia di due sommesi nel nuovo libro del giornalista tv Carmelo Abbate

SOMMA VESUVIANA. Due cittadini sommesi tra i protagonisti del nuovo libro del giornalista e scrittore Carmelo Abbate, conosciuto dal grande pubblico come opinionista delle note trasmissioni televisive “Quarto Grado” e “Mattino Cinque”. Due sommesi “speciali”, una Mary Poppins di 92 anni ed un uomo di 53 che dopo aver avuto un’infanzia terribile ha saputo trovare la sua rivalsa.
E’ proprio Abbate a raccontarlo sulla sua Pagina ufficiale su Facebook e ad annunciare che le storie in questione fanno parte del suo nuovo lavoro editoriale. Due post che hanno ottenuto migliaia di “like” e condivisioni in poche ore.
Cominciamo con Carmine che “Nasce a Somma Vesuviana nel 1966. È un bambino vivace, giocherellone, si diverte a fare i dispetti alle donne del quartiere. Spruzza l’acqua, solleva le gonne. È una peste. È il primo aprile del 1974. Carmine ha 8 anni. Torna da scuola. Trova la mamma a terra. Corre sul balcone. Aiuto, la mamma sta male. I vicini gli dicono di smetterla. Carmine implora. Puoi urlare quanto vuoti, hai rotto con i tuoi giochetti. Carmine corre in casa, prende i piatti e li lancia in strada. Ascoltatemi, non sto scherzando. Qualcuno lo prende sul serio. Chiamano l’ambulanza, corrono in ospedale. La mamma di Carmine ha avuto un’ischemia cerebrale. È morta. Carmine si sente in colpa, si vede e si percepisce come un bambino cattivo. Passa qualche tempo. Il padre si risposa. La nuova mamma è gentile, amorevole. Carmine si affeziona. Ha 12 anni. Torna da scuola. Il padre non c’è. Lei è strana, agitata. Ha un coltello in mano. Si avvicina, glielo punta. Lo guarda. Ti ammazzo. Carmine rimane immobile. Lei abbassa l’arma. È confusa, sotto shock, soffre di attacchi d’ira. Carmine è sconvolto. Racconta tutto al padre. Smettila di scherzare, sei sempre il solito. Carmine si zittisce. Tutti lo considerano un poco di buono. Tanto vale. Frequenta cattive compagnie. Gli amici gli propongono dei soldi facili. Carmine accetta. Punta una signora. Aspetta che esca di casa. Lei si gira, lui la assale, le ruba la borsetta. Scappa. Gli batte il cuore. La notte non chiude occhio. Si sente un miserabile. È la cosa più squallida che abbia mai fatto. Il giorno dopo recupera la borsa e la restituisce. Si guarda allo specchio. Deve cambiare. Si rimbocca le maniche e diventa imbianchino. Ha 24 anni. Conosce una ragazza. I suoi genitori lo accolgono come un figlio. Carmine racconta il suo passato, ma a loro non interessa. Si fidano, al punto che lo assumono nell’azienda di famiglia. Ora Carmine ha 54 anni. È ancora un burlone, un po’ più saggio”.

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E poi racconta la vita emozionante e commovente della signora Gina.
“Nasce a Somma Vesuviana nel 1927. È una bambina, ma non ha tempo per giocare, deve badare alla casa e ai fratelli. Gina non fa una piega, nemmeno quando è costretta a lasciare la scuola. Prendersi cura dei bambini le piace. Il padre lavora come custode in un’azienda che produce aerei militari. Durante un’esercitazione conosce un generale. Parlano, nasce un rapporto di stima e rispetto reciproco. Lo invita a pranzo. Gina ha 16 anni. Il generale ha 4 figlie, ha bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro. Le propone di andare a Salerno, a casa sua, per fare la tata. Gina ha già fatto la valigia, è pronta a partire. Le bambine sono una più terribile dell’altra, ma Gina sa farsi rispettare. Le sveglia, le veste, insegna loro a rifare il letto, a cucinare e cucire. Vuole bene a tutte, ma con la piccola Giovanna ha un legame particolare. Lei è la più ribelle, la più monella. Quando Giovanna ha 18 anni e si sposa, Gina capisce che ha bisogno di lei. Tira fuori la valigia dall’armadio e la segue. Nasce Barbara. Gina è pronta a ricominciare da capo. Le insegna a rifare il letto e piegare i vestiti, la porta al mercato, le mostra come riconoscere la verdura, quella buona, e il pomeriggio le fa fare il punto croce. Passano gli anni. La piccola Barbara è un’adolescente, resta incinta. Il padre le dice che se proprio vuole tenere la bambina, deve finire gli studi. Barbara è disperata, ma Gina è pronta. Sarà lei a occuparsi della bambina. È il 1991. Nasce Federica. Gina le insegna tutto quello che ha trasmesso alla mamma e alla nonna. Cucina la parmigiana, canta le canzoni di sempre. È il 2020. Gina ha 91 anni. Non ha mai voluto sposarsi. Come Mary Poppins si è spostata di casa in casa e ha dedicato la sua vita ai figli degli altri. Per Federica è una persona speciale, si occupa della sua famiglia da tre generazioni. Una famiglia che non l’ha abbandonata ora che Gina è anziana. Vive ancora con loro. Non hanno legami di sangue, ma per tutti, grandi e piccini, è la loro mamma”.

Qui il link per acquistare il libro https://www.amazon.it/dp/8831295020?ref_=pe_3052080_397514860&fbclid=IwAR33gbM_7Lg8hwuHxiYDQMIsezNjwvlS53qvu_t0Va5ODrYKjfeA_XMmPgE

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Gabriella Bellini
Gabriella Bellini è nata a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2019 il premio Napoli Cultural Classic "Donna straordinaria, esponente della stampa locale che attraverso la sua autentica e graffiante penna racconta il nostro territorio anche fuori dai confini. Sempre attenta alla realtà politico-sociale che analizza con puntualità e chiarezza, riesce a coniugare la divulgazione al grande pubblico con l'obiettività suggerita dalla grande esperienza umana che l'accompagna".
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