martedì 11 Agosto 2020
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La storia sposa il teatro con il “Masaniello” del regista Laudicina

NAPOLI. La storia sposa il teatro con il “Masaniello” del regista Antonino Laudicina.

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Un successo annunciato quello di “Masaniello”, spettacolo messo in scena dal regista napoletano Antonino Laudicina, che ha esordito con la sua numerosa Compagnia al teatro Immacolata di Napoli venerdì 10 maggio facendo sold out per tutte tre le serate. Scritto da Elvio Porta ed Armando Pugliese, ha avuto la sua suggestione è la sua forza arcaica, sabato 29 giugno al Museo del Sottosuolo di Napoli. Lì nel ventre della città, venticinque metri sottoterra, dove vive ancora le leggendaria figura del Munaciello, rifugio dei napoletani durante la seconda guerra mondiale: Masaniello con la sua Berardina, il vicerè spagnolo Filippo IV , il cardinale Ascanio Filomarino e soprattutto loro i “lazzari” hanno fatto “rivivere” la potente rivoluzione del 1647. Uno spettacolo itinerante, dove il pubblico ha potuto seguire l’avvincente trama tra i cunicoli del sottosuolo partenopeo. Tammurriate, menestrelli mascherati, la vita quotidiana di Piazza Mercato hanno preceduto la rivolta dei lazzari che armati di “canne” hanno fatto la rivoluzione. Avvincente la ribellione scatenata dalla “gabella” sulla frutta, che nel buio del sottosuolo, il pubblico ha partecipato “attivamente” ai moti seicenteschi. Struggente il finale, le urla disperate di Masaniello prima e di Berardina poi, hanno reso ancor più reale una scena drammatica. La morte dell’amato, la violenza subita dalla donna, tutto avvenuto “ai piedi” del culto della Madonna del Carmine, e proprio nel giorno solenne del 16 luglio che rotolò la testa del pescatore ribelle.

Il regista Laudicina è riuscito a riportare in risalto uno spaccato sociale di un’epoca lontana ma che ha plasmato la mappa genetica dei napoletani. La rabbia, la fame, la sete di giustizia e poi ancora la velleità, la superbia ma anche il tradimento, in due ore circa, sono state accarezzate tutte le debolezze umane. E’ riuscito a  far sposare la storia con il teatro come solo pochi sanno fare. Gli abiti seicenteschi sono stati realizzati da Maria Rosaria Riccio, nota costumista napoletana. La prossima replica di Masaniello è fissata per mercoledì 10 luglio, la Compagnia di Antonino aprirà la stagione estiva ad Olevano sul Tusciano (SA).

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