sabato 4 Dicembre 2021
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‘Libri perduti e ristampati’ la nuova collana della Dante & Descartes

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Napoli. Una nuova collana per la Dante & Descartes: “Libri perduti e ristampati”. I primi opuscoli già stampati, ad aprire il progetto Antonio Petito ed Eusebio Dworzak von Walden. La sezione libri invece sarà inaugurata da “La ragazza che voleva scrivere” di Adelia Battista. Raimondo Di Maio: «Possibilità ai libri di circolare ancora senza precipitare nelle pubblicazioni perdute».

Ridare vita ai libri dimenticati è l’ultimo brillante progetto di Raimondo Di Maio della “Dante & Descartes”. Libraio napoletano, ha visto crescere migliaia di studenti ed è tutt’oggi un punto di appoggio per i tanti docenti universitari che si incontrano nella sua storica libreria a Mezzocannone. Agli onori della cronaca mondiale l’anno scorso con il premio Nobel 2020 Louise Glück, di cui Di Maio è stato editore. Quest’anno invece, in cassa, il grande successo di “Nina” di Adelia Battista che ha visto migliaia di copie vendute. E un altro successo va aggiugendosi a quelli già raccolti negli ultimi anni; la nuova collana “Libri perduti e ristampati” che arricchirà sicuramente il patrimonio culturale di cui la Dante & Descartes è detentrice. Il libro che inaugurerà l’ambizioso progetto editoriale è “La ragazza che voleva scrivere” della scrittrice irpina Adelia Battista. Intanto già stampati i primi due opuscoli, uno dedicato al grande maestro del teatro napoletano ottocentesco Antonio Petito “Pro centenario Petito” pubblicato per la prima volta dalla casa napoletana editrice “La Sorgente” nel 1922. «Con la ristampa di questo raro opuscolo, sul grande Antonio Petito inauguriamo la collana “Libri perduti e ristampati”, che mette a disposizione dei “dieci lettori” la ristampa di un testo raro. Offriamo così un’altra possibilità di circolazione a questo importante opuscolo senza, però, spogliare la città dei suoi rari testi originali» spiega Di Maio. Il secondo invece è un’attenta analisi del musicista Eusebio Dworzak von Walden “Il Violino”, pubblicato per la prima volta nel 1883 (edizione Napoli, F. Furchheim – Libreria Hoepli) . Un lavoro certosino, mirato a proteggere la cultura in una delle sue manifestazioni più alte: il libro. «Di Battista inaugurerà la collana di libri» spiega Raimondo Di Maio, continua «esiste già da pochi giorni per gli opuscoli ma ci sembra il caso di ripescare anche libri, classici e non. Il progetto sta nell’offrire la giusta, direi civile, possibilità ai buoni libri di circolare ancora senza precipitare nel maremagnum delle pubblicazioni perdute. Questo risponde all’esigenza di tenere in vita, e quindi in commercio, i libri e gli opuscoli necessari alla crescita culturale del Paese, perché un Paese è civile anche per i libri che mette a disposizione dei lettori.»

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