mercoledì 21 Gennaio 2026
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Liveri, V Edizione del Premio “Donna lo devi a te”. Il racconto dell’ideatrice Giovanna Russo

Giovanna Russo è un’avvocata penalista che ha scelto questa professione come atto di responsabilità e di giustizia: stare dalla parte di chi è più fragile, di chi spesso non ha voce, di chi subisce soprusi e violenze che non sempre lasciano segni visibili, ma scavano in profondità. La sua scelta non è solo professionale, ma profondamente umana. Giovanna crede che il diritto debba essere uno strumento di tutela e di riscatto, soprattutto per le donne, troppo spesso vittime di violenza non solo fisica, ma anche psicologica. Perché le parole, quando feriscono, hanno un peso enorme: diventano ferite invisibili, macigni che si portano dentro ogni giorno e che possono minare l’identità, l’autostima, la libertà di una persona.

Proprio per questo Giovanna ha scelto di raccontarsi all’interno del Premio “Donna, lo devi a te” – V Edizione: per dare valore alla sua storia di coraggio e resilienza, e per trasformare il dolore in consapevolezza. La sua testimonianza vuole essere un monito e allo stesso tempo una mano tesa: un invito rivolto a tante donne a riconoscere la violenza, anche quella silenziosa, e a trovare la forza di voltare pagina, senza vergogna e senza paura. Con la stessa determinazione, Giovanna ha scelto di parlare apertamente di alopecia femminile, una condizione spesso stigmatizzata.

Scientificamente, l’alopecia è la perdita dei capelli dovuta a cause autoimmuni, ormonali, genetiche, stress o malattie, e non riguarda solo la chemioterapia. Colpisce milioni di donne nel mondo: circa il 2% soffre di alopecia areata e fino al 40% può sviluppare alopecia androgenetica nel corso della vita. Raccontare tutto questo significa rompere il silenzio, restituire dignità alla fragilità e trasformarla in forza, offrendo un messaggio di speranza e consapevolezza a tutte le donne. Questo premio ‘Donna lo devi a te’ è dedicato a tutte quelle donne che hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. A quelle donne che oggi sono la colonna portante della società.

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