domenica 9 Maggio 2021
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Malata di cancro.”Trovato mamma. Rifiuta di aiutarmi”

Milano. Tempo fa raccontammo della vicenda di Daniela Molinari, un’infermiera comasca abbandonata alla nascita, malata di tumore, ma purtroppo il suo cancro non risponde alle cure tradizionali e i medici le avevano proposto una cura sperimentale, ma per farla ha bisogno di una mappatura genetica. La Molinari, oggi 47enne si rivolse al tribunale dei minori per rintracciare la donna che la abbandonò, chiedendo poi accoratamente alla made biologica di sottoporsi solo a un prelievo di sangue, senza necessità di incontrarsi. Ma la madre ha rifiutato di sottoporsi a questo esame, rispondendo di non voler rivivere quel periodo brutto della sua vita.

Daniela Molinari ha rivolto un altro accorato appello alla mamma biologica, di fare un passo indietro alla sua decisione. Sarebbe un gesto di umanità che si farebbe tranquillamente anche per un estraneo, e se c’è una possibilità su mille che un gesto che dura pochi minuti possa salvare una vita umana, si ha il dovere morale di farlo. La ragazza giustamente

“Ti chiedo di ripensarci. Rifiutando di sottoporti a un prelievo di sangue, condanni me e le mie figlie, una delle quali ha appena nove anni. Condanni una famiglia”. La ragazza abbandonata alla nascita ha scritto una lettera su la provincia di Como manifestando tutta la sua incredulità a questo rifiuto e anche molto rispetto per la privacy che non sarà violata. Scrive ancora nella lettera.

“Per questo mi sono mossa per trovare la donna che mi ha partorito. Ora è stata rintracciata dal Tribunale per i minorenni di Milano, ma ha detto no. Si rifiuta di sottoporsi a quel prelievo, nonostante abbia ricevuto ogni garanzia possibile sul fatto che potrà mantenere l’anonimato. Non le chiedo di incontrarmi, ma solo di lasciare che le facciano delle analisi del sangue. Il suo rifiuto mi sembra davvero incomprensibile. L’hanno convocata, ma si è rifiutata di presentarsi e al telefono ha comunicato che per lei è troppo doloroso ricordare quel periodo della sua vita. Una posizione che fatico ad accettare perché mi sembra davvero troppo rigida. Mi dicono dal Tribunale per i minorenni che è in grado di intendere e di volere, quindi non può esserle imposto nulla, lo so bene perché lavoro in ambito sanitario. Però una legge che mette il diritto alla privacy di una persona davanti a quello alla vita di un’altra è assurda e sbagliata”.

Speriamo vivamente che la madre biologica ci ripensi, in questo modo condannerebbe un’intera famiglia, come ha commentato la Molinari e inoltre ci dovrebbe essere una legge che tuteli il benessere di una persona e il diritto a una cura che possa superare il diritto alla privacy, che come le è stato garantito più volte, nessuno rivelerà il suo nome. Daniela intende solo curarsi, null’altro chiede e di vivere ancora con la famiglia che la ama. Credo che una Persona, prima di essere mamma biologica, abbia il dovere morale di dare un contributo per alimentare la speranze e magari anche la salvezza di un altro individuo.

 

 

 

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