venerdì 14 Maggio 2021
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Microtoponimi a Marigliano:intervista all’autrice Mariangela Barretta

MARIGLIANO – “Microtoponimi a Marigliano” è questo il simpatico titolo che la giovane scrittrice Mariangela Barretta ha dato al suo primo libro dedicato appunto, come precisato nella prefazione, ai nomi dati ai luoghi dalla tradizione popolare e ritrovabili solo sulla bocca della gente, degli anziani, nel racconto orale delle città. L’autrice reduce dal alcune presentazioni ha rilasciato, per noi della redazione, una breve intervista in cui narra il suo vissuto, passioni e ambizioni.

Mariangela ci racconti brevemente il suo percorso di studi.

Sono nata a Narni il 18 giugno del 1985 ma mi sono trasferita insieme ai miei genitori a Marigliano (città di origine di mia madre), dove vivo attualmente, insieme a mio marito. Ho studiato all’ Orientale di Napoli, dove ho conseguito la laurea triennale in Filosofia e Comunicazione e quella magistrale in Filosofia, Politica e Comunicazione. Sono stata anche ammessa al dottorato in Teoria delle Lingue e del Linguaggio che però ho lasciato dopo l’ammissione al secondo anno. Sono iscritta all’albo dei giornalisti elenco pubblicisti ma, attualmente, non collaboro con alcuna testata, lavoro infatti in tutt’altro settore. Sfogo la mia voglia di scrivere sul mio blog leggendotipassa.wordpress.com

Come nasce “Microtoponimi a Marigliano”?
Microtoponimi a Marigliano è il mio primo libro, l’idea è nata durante il dottorato quando, occupandomi delle questioni toponomastiche aperte in linguistica e filosofia, ho scoperto l’esistenza della ricerca su questo tipo di luoghi. L’idea originaria era farne un poster e poi un approfondimento da inserire nella tesi. Lasciato il dottorato e le velleità filosofico-linguistiche, ho pensato che fosse un peccato non continuare la ricerca; così l’ho portata a termine, dando un taglio più divulgativo

Prima di questo libro ci sono state altre pubblicazioni?
In passato ho pubblicato alcuni saggi per conto di associazioni culturali e qualche poesia.

Se ne avesse la facoltà a quale artista o personaggio intitolerebbe una strada del suo comune?
Proprio in questi giorni, insieme ad alcune associazioni del territorio, mi sto attivando per far sì che la biblioteca comunale di Marigliano sia intitolata al professor Francesco Aliperti, autore di pregevoli monografie sulla storia cittadina, vero faro per tutti gli studiosi mariglianesi. Come strada, attuerei lo stesso criterio: renderei la toponomastica latrice di storia. Un nome su tutti: Frank Serpico.

Come sta rispondendo il pubblico al suo nuovo libro?
Meglio di quanto sperassi! Ovviamente non faccio numeri da best seller, ma considerando che si tratta di un saggio su una specifica città pubblicato da una casa editrice piccola, sono veramente soddisfatta. Il libro è uscito ufficialmente il 26 febbraio ed ha rapidamente superato il tetto delle 100 copie. Non è moltissimo, ne sono consapevole, ma è più di quanto mi aspettassi.

Ci parli delle sue prossime presentazioni
Ci sono un po’ di progetti in ballo. Alcune associazioni mi hanno contattata di loro sponte, altre presentazioni le sta curando invece la GM Photoagency che segue anche i profili social collegati al libro https://www.facebook.com/microtoponimi e www.instagram.com/microtoponimi

I suoi obiettivi futuri?
Obiettivi collegati al libro… durante la presentazione a Marigliano, il sindaco ha detto che il libro dovrebbe essere letto nelle scuole. Mi piacerebbe molto un progetto in tal senso, lavorare con i bambini ed i ragazzi per far loro conoscere la storia di Marigliano. Inoltre, la ricerca non si è fermata: ancora oggi raccolgo microtoponimi assenti od ulteriori informazioni su quelli presenti, che i mariglianesi continuano a darmi, quindi mi piacerebbe curare una nuova edizione del libro, con calma ovviamente! Mi piacerebbe anche coadiuvare studiosi di altri territori in una ricerca simile.

So che lei è una giornalista, qual è stato l’ articolo più emozionante che ha scritto?
Mi è sempre piaciuto lo spazio “la curiosità” sulla prima pagina del Mattino di Napoli, sognavo che un mio articolo fosse scelto per quello spazio ancor prima di firmare un contratto col giornale. Ebbene, quando questo è accaduto, con l’articolo sulla costruzione del campanile della chiesa Santa Maria di Pontecitra, l’emozione è stata grandissima. E, se posso citarne un altro, l’unico ‘fondo’ che abbia scritto in vita mia, sul Mediano. Sentii fortissima la responsabilità ma fui molto soddisfatta del risultato.

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