mercoledì 30 Novembre 2022
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‘Missili russi sulla Polonia’, due le vittime. Mosca: ‘Non sono nostri’. La Nato in allerta

La Nato è in stato di massima allerta per dei missili russi che sarebbero caduti in Polonia provocando due morti dopo la pioggia di oltre 100 razzi che si è abbattuta nel pomeriggio sull’Ucraina nell’ennesima sfida di Vladimir Putin al mondo in pieno G20: sarebbe la prima volta che un Paese dell’Alleanza viene colpito direttamente nel conflitto.

La notizia, anticipata da media polacchi e poi tedeschi, è stata confermata in un primo momento da un alto funzionario dell’intelligence americana citato dall’AP ma in serata erano febbrili i contatti e le consultazioni tra alleati per cercare di capire cosa sia successo esattamente in Polonia.

Il governo di Varsavia ha riunito un consiglio di sicurezza d’emergenza per fare luce sull’accaduto, mentre il Pentagono ha assicurato che gli Stati Uniti “difenderanno ogni centimetro” del territorio dell’Alleanza nel caso la Polonia invocasse l’articolo 5, che vincola gli Stati membri alla difesa collettiva. Secca la replica di Mosca: si tratta di voci che equivalgono ad una “provocazione”, perché “i missili mostrati dai media polacchi non sono nostri”, ha detto in serata il ministero della Difesa russo.

L’Ucraina chiede un vertice Nato ‘immediato’. L’attacco al territorio della Nato è “un’escalation molto significativa” ed “è necessario agire”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riporta Nexta. Zelensky ha detto anche che i raid russi di oggi sull’Ucraina sono “uno schiaffo in faccia” al G20.

“La notizia di un missile o di altra munizione che ha ucciso delle persone in territorio polacco mi ha sconvolto. Le mie condoglianze alle famiglie. Siamo al fianco della Polonia. Sono in contatto con le autorità polacche, i membri del Consiglio europeo e altri alleati”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, appena rientrato da Bruxelles, è in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, la sala Operativa del Comando di Vertice Interforze (Covi) e con i ministri omologhi dei principali Paesi Alleati della Nato.

A Bali in giornata russi e ucraini avevano mostrato ai leader mondiali di portare avanti un dialogo tra sordi. Volodomyr Zelensky, in videocollegamento con il summit, ha proposto le sue dieci condizioni per sedersi a un tavolo, ma da Mosca il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha replicato che “l’operazione militare” sarebbe continuata. Perché è Kiev, ha aggiunto, che continua a “rifiutare i negoziati”. Dalle parole Mosca è passata ai fatti. E subito dopo che il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha lasciato Bali, i bombardieri di Putin hanno lanciato un attacco missilistico massiccio che ha colpito una decina tra città e distretti dell’Ucraina. Non solo Kiev ma anche Leopoli, al confine con la Polonia. In serata è arrivata la notizia che si temeva dall’inizio del conflitto: due missili sarebbero caduti sul villaggio polacco di Przewodow, vicino alla frontiera, uccidendo due persone. Nei caotici momenti successivi, sempre i media polacchi hanno ipotizzato che potrebbe trattarsi non di un errore di lancio da parte dei russi ma di un missile abbattuto dalla contraerea ucraina.

 

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