lunedì 20 Settembre 2021
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Monica Guerritore a Scenari Casamarciano: il suo viaggio “dall’inferno all’infinito”

E’ Monica Guerritore la seconda grande artista della settima edizione di Scenari Casamarciano.

Sotto un cielo stellato e nella magnifica location del complesso badiale di Santa Maria del Plesco, per l’occasione illuminato dalle istallazioni colorate dell’architetto Filippo Cannata, l’attrice romana ha condotto il pubblico in un immaginario viaggio tra i versi di Dante, Giacomo Leopardi, Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Cesare Pavese e altri autori della letteratura italiana.  Un lavoro scritto, diretto e interpretato dalla stessa Guerritore con disegno luci di Paolo Meglio.

L’artista, in scena da sola per quasi un’ ora, ha deliziato il pubblico casamarcianese con la recitazione di brani e poesie. Il tutto intervallato da intermezzi musicali. Musica e parole, dunque, hanno fatto immergere lo spettatore in un percorso profondo, intimo e suggestivo. Ma la melodia sonora non è solo accessorio o contorno. Essa diventa motore emotivo che anticipa e amplifica gli incontri, le azioni, le passioni.

Con questo recital la Guerritore, tra le interpreti più apprezzate del cinema d’autore, indaga gli aspetti della psiche umana affidandosi a tecniche quali l’introspezione e il flusso di coscienza.

Scena spoglia, scarna, quasi nuda e luce soffusa, barlume, sono tutto ciò che costituisce la scenografia. La Guerritore, vero e proprio “animale da palcoscenico” dal carattere istrionico, doma il palcoscenico con la sua semplice presenza, con la sua voce mutevole, con il ritmo a tratti forsennato di una recitazione coinvolgente e appassionante.

Lo spettacolo, molto semplice dal punto di vista registico, unisce testi tra loro apparentemente inconciliabili: parte con l’Inferno di Dante, per poi passare a Flaubert e arrivare a Leopardi, Pasolini, Proust, Pavese , Elsa Morante.

Ciò che colpisce e sorprende è la “maestria da mattatrice” con cui la splendida Monica quasi avvolge la platea.

Il messaggio e l’invito è quello di buttarsi a capo fitto nelle esperienze, senza rimanere ancorati alle cose, scoprendo mondi che non esistono, che vivono solo nella nostra fantasia.

Da personaggi come Elisa di Menzogna e Sortilegio, come Madame Bovary, dobbiamo avere il coraggio o forse la pazzia di andare oltre la realtà.

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Saverio Falco
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