sabato 23 Ottobre 2021
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Napoli, arrestati sette pakistani: ricettazione per finanziare terrorismo

Per delega del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli si
comunica che il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di
Finanza di Napoli, su delega e con il coordinamento della Procura della
Repubblica di Napoli Sezione Antiterrorismo, ha dato esecuzione, tra il
capoluogo partenopeo (zona Borgo Sant’Antonio Abate e Sanità) e la
provincia di Caltanissetta, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere
emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli nei confronti di 7 soggetti di
nazionalità pakistana gravemente indiziati dei delitti di possesso e
fabbricazione di documenti di identificazione falsi e ricettazione.
Le attività investigative hanno tratto origine da segnalazioni di operazioni
sospette e dalle conseguenti attività finalizzate alla prevenzione dell’utilizzo
del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del
terrorismo.
In particolare, le Fiamme Gialle hanno analizzato i conti di pagamento
intestati a soggetti extracomunitari provenienti da Pakistan, Afghanistan,
India, Bangladesh, Cina e Kyrgyzstan, verificando che erano state effettuate
sui rispettivi conti correnti molteplici apporti di liquidità provenienti da ricariche
di 345 carte di credito estere (U.S.A. e Canada) intestate a ignari correntisti.
Alle periodiche ricariche seguivano contestualmente bonifici verso altri
rapporti finanziari accesi all’estero, intestati a soggetti terzi di origine araba
destinati principalmente in Germania, Paesi Bassi e Belgio.
Nel corso degli approfondimenti investigativi è emersa anche la produzione e
utilizzazione di almeno trenta documenti d’identità falsi utilizzati per l’apertura
di conti correnti in vari paesi europei, riportanti le foto dei soggetti pakistani e i
dati anagrafici di soggetti diversi.
Di conseguenza sono stati contestati i reati di cui all’art. 497 bis c.p.p. e 648
c.p. ed il Gip ha ritenuto di applicare la misura della custodia cautelare in
carcere come richiesto dalla Procura della Repubblica

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