venerdì 4 Dicembre 2020
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Nel fondo dell’armadio la “tana” di Topo, arrestato latitante – foto

GIUGLIANO – CASTELLO DI CISTERNA. “E’ il gatto che sarà uscito”. E invece il gatto non c’entrava nulla. Quel rumore, seppure impercettibile i militari lo avevo “intuito”. Ed è nell’intercapedine a doppio fondo di un armadio che si era nascosto il latitante Luigi Topo, 49enne di Giugliano, vicino al gruppo camorristico “Bidognetti”, egemone nella provincia di Caserta.

Un doppio fondo ricavato certamente ad hoc per ospitare il latitante nel corso delle fugaci visite nella casa di famiglia. Luigi Topo era ricercato dai militari dell’arma dal 20 ottobre 2015: sul suo capo restano da scontare due anni e 11 mesi di reclusione. L’ordine di carcerazione è stato emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli a seguito di una condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il latitante, di fatto, è ritenuto dagli inquirenti uomo di fiducia “vicino” ai Bidognetti, gruppo camorristico che la fa da padrona nella provincia di Caserta.

Ad incastrare il ricercato Luigi Topo sono stati i carabinieri della sezione catturandi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che da tempo seguivano le tracce sporadiche lasciate dall’ottobre scorso dal ricercato. Scie impercettibili che in più di una occasione hanno portato gli uomini del maggiore Michele D’Agosto, comandante del Nucleo, nel giuglianese. Ed è nella villetta, all’interno del parco “Spinelli”, in via Lago Patria, 113, che il fuggiasco sovente si recava – un ritorno a casa per respirare, sebbene in una tana, l’aria di famiglia. Ed è lì che lo hanno trovato: nella camera da letto, nascosto, accucciato, nel doppio fondo ricavato da una cassettiera. I militari hanno fatto irruzione alla 6 di mattina: sapevano che era lì che stava nascondendo. Perquisendo accuratamente l’appartamento uno dei militari ha notato la profondità di un armadio sproporzionata rispetto a quella della cassettiera. Sfilando uno ad uno tutti i cassetti è comparso il ricercato rannicchiato nella tana domestica ricavata su misura per lui. Luigi Topo era di fatto “incastrato” e non ha potuto opporre nessuna resistenza ai carabinieri che lo hanno arrestato. Ora la sua tana è una cella nel carcere di Poggioreale. 

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di Patrizia Panico

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