Pomigliano d’Arco. Una nomina che non convince, quella del nuovo comandante della polizia locale a Pomigliano e l’A.N.C.U.P.M. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMANDANTI ED UFFICIALI DI POLIZIA MUNICIPALE DELEGAZIONE CAMPANIA) ha scritto, tra gli altri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, alla Procura di Nola per segnalare alcuni aspetti in “merito al conferimento dell’incarico di dirigente del settore 8 – comandante del Corpo della Polizia Municipale del Comune di Pomigliano d’Arco”. Una situazione complessa dopo che fu “rimosso” il colonnello Luigi Maiello e da pochi giorni è stato nominato un nuovo comandante su questo verte la segnalazione, ampiace articolata, nella quale l’associazione sottolinea che “l’incarico di direzione del Settore 8 – Dirigente Comandante del Corpo della Polizia Municipale è stato conferito a soggetto proveniente dalla Guardia di Finanza, collocato in posizione di ausiliaria, al quale sono state attribuite le funzioni dirigenziali”, una scelta che, secondo l’A.N.C.U.P.M. “presenta profili di evidente criticità giuridica e ordinamentale, in quanto fondata sull’assunto che il soggetto individuato possa essere considerato dirigente o comunque idoneo all’esercizio di funzioni dirigenziali”, e che “il soggetto incaricato non ha mai rivestito la qualifica dirigenziale né nei ruoli civili né in quelli militari quando in forza alla GdF e, al momento del collocamento in ausiliaria, era inquadrato con il grado di Capitano, grado che, secondo le tabelle di equipollenza e la prassi amministrativa consolidata, è riconducibile al livello di funzionario e non alla dirigenza. Pertanto ne deriva che l’equipollenza del grado militare rivestito dal soggetto incaricato non è giuridicamente idonea a fondare alcuna assimilazione alla qualifica dirigenziale, né a legittimare l’attribuzione, anche solo indiretta, di uno status mai posseduto”. Da qui il “presupposto stesso del decreto, vale a dire l’idoneità del soggetto a esercitare funzioni dirigenziali, appare giuridicamente insussistente, con conseguente evidente criticità sotto il profilo della legittimità dell’atto”.
Ulteriore elemento di rilievo è che “il Settore 8 – Polizia Locale del Comune di Pomigliano d’Arco risulta strutturalmente configurato come settore dirigenziale e che la relativa posizione apicale non risulterebbe vacante. In tale contesto, l’attribuzione dell’incarico a soggetto esterno, privo di qualifica dirigenziale e proveniente da diverso ordinamento, appare in palese contrasto con l’assetto organizzativo dell’Ente e con i principi di coerenza, continuità e corretto esercizio dell’azione amministrativa”. Ancora nell’esposto si fa notare che non è stato pubblicato alcun “avviso, interpello, manifestazione di interesse o bando, né risulta essere stata attivata alcuna procedura comparativa” per scegliere il nuovo comandante.
E poi l’aspetto economico: “Si rileva inoltre che il decreto di nomina prevede l’attribuzione di un compenso economico, circostanza che appare incompatibile con lo status di personale collocato in ausiliaria, per il quale non risulta prevista alcuna forma di trattamento retributivo aggiuntivo né emolumenti accessori da parte di amministrazioni diverse da quella di provenienza.
Con specifico riferimento alle previsioni economiche richiamate nel decreto, si evidenzia che mancano i preventivi pareri e i visti di regolarità contabile sia dell’Ufficio Ragioneria sia del Collegio dei Revisori dei Conti, in violazione delle norme in materia di contabilità pubblica e di copertura finanziaria. L’assenza di tali presupposti rende la determinazione gravemente carente sotto il profilo contabile-finanziario ed espone l’Ente a possibili profili di responsabilità erariale”. Insomma, la decisione presa dall’amministrazione guidata dal sindaco Lello Russo presenta diversi punti poco chiari cbe potrebbero “assumere rilievo anche sotto il profilo penale”. Ma non resta questa l’unica segnalazione sull’argomento.
Sono stati annunciati, a breve, altri provvedimenti presi da associazioni di categoria. Una decisione destinata a far discutere.




