L’indagine della Guardia di Finanza di Napoli porta alla luce mancati versamenti sulle concessioni demaniali marittime
La Guardia di Finanza di Napoli ha annunciato il recupero di oltre 3 milioni di euro di imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime. L’operazione è stata il risultato di un’indagine condotta dalla Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, coordinata dai Vice Procuratori Generali Gianluca Braghó e Davide Vitale.
L’indagine, eseguita dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Napoli e dal Reparto Operativo Aeronavale Napoli, ha mirato a verificare la regolarità delle concessioni demaniali marittime rilasciate dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Durante gli accertamenti, è emerso un sistematico mancato versamento dell’addizionale regionale ai canoni demaniali marittimi da parte di tutti gli operatori economici titolari di concessioni nei porti di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia.
L’imposta regionale, variabile tra il 10% e il 25% del canone, è stata istituita dalla legge n. 281 del 1970 e recepita dalla Regione Campania nel 1972. Tuttavia, fino al 2024, si riteneva erroneamente che tale imposta non fosse applicabile alle concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale.
A seguito delle attività investigative, la Regione Campania è intervenuta con la legge regionale n. 13 del 2025, designando l’Autorità di Sistema Portuale come ente responsabile per l’accertamento e la riscossione dell’imposta. L’Autorità ha quindi inviato 422 avvisi di messa in mora ai concessionari inadempienti, richiedendo il pagamento dell’imposta per gli ultimi cinque anni.
La Regione Campania ha comunicato che le attività svolte hanno già prodotto un significativo “effetto conformativo”, permettendo l’introito di 3.132.507 euro nelle casse regionali.




