lunedì 20 Settembre 2021
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Omicidio Cerrato, arrestato quarto uomo. Borrelli: ‘Vicino alla famiglia della vittima’

Torre Annunziata. Dopo più di tre mesi è stato arrestato il quarto presunto assassino di Maurizio Cerrato, l’uomo ucciso a coltellate a Torre Annunziata per aver difeso la figlia durante un litigio per il posto auto. I carabinieri stamattina, su richiesta della Procura oplontina, hanno arrestato quindi Francesco Cirillo, ritenuto gravemente indiziato per omicidio volontario commesso in concorso ad altre tre persone il 19 aprile scorso. “Un clima di diffusa omertà” riscontrato dagli inquirenti che ha caratterizzato le attività investigative ma grazie alle analisi dei filmati di videosorveglianza del parcheggio teatro dell’omicidio, cancellate ma poi recuperate dai tecnici informatici, ad alcuni testimoni ed intercettazioni si è potuta ricostruire l’intera dinamica dei fatti e quindi all’identificazione del quarto uomo. L’uomo arrestato oggi è il padre di Antonio Cirillo reo confesso e in carcere già da mesi insieme agli altri due presunti assassini. «L‘uomo ha già dei precedenti. Bisogna essere vicini alla famiglia della vittima» ha dichiarato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. continua: «Cerrato è stato ucciso solo per aver difeso la figlia. Sono passati pochi mesi dalla sua uccisione e questa vicenda sembra essere già caduta nel dimenticatoio. Dobbiamo invece mostrare pieno sostegno alla famiglia. Bene fa la Procura ad andare avanti e dimostrare che lo Stato e le persone perbene sono unite nel voler dare giustizia alle vittime. L’uomo arrestato è padre di Antonio Cirillo, già arrestato in precedenza e autore – come lui stesso ha confessato – della coltellata costata la vita a Cerrato, colpevole solo di avere difeso la figlia, alla quale era stata forata una ruota dell’auto dopo che la ragazza aveva parcheggiato sulla pubblica su un posto già occupato da una sedia. Servono pene esemplari e una reazione sociale forte altrimenti i violenti, i criminali e gli assassini continueranno a rendere le nostre città invivibili».

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