giovedì 4 Marzo 2021
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Omicidio Clara Ceccarelli. Arrestato l’ex compagno

Genova. “Sono entrato nel negozio e abbiamo iniziato a discutere. Volevo tornare con lei, ma Clara non voleva. Così l’ho colpita”. È quanto ha detto agli investigatori ieri notte Renato Scapusi, l’uomo di 59 anni che ieri pomeriggio ha ucciso in pieno centro a Genova la ex compagna Clara Ceccarelli, commerciante di pantofole di 69 anni.

“Dopo ho vagato per la città fino al Galliera. Volevo uccidermi”. Scapusi, difeso d’ufficio dall’avvocato Stefano Bertone, è accusato di omicidio volontario aggravato. Il pubblico ministero Giovanni Arena, che coordina le indagini della mobile e delle volanti, sta valutando se contestare la premeditazione.

Scapusi è arrivato in negozio con un coltello che poi ha buttato quando è scappato. Agli inquirenti non ha però saputo dire dove lo ha gettato. L’uomo perseguitava la ex da mesi: le telefonava di continuo, si presentava in negozio.

Ma Clara non lo aveva mai denunciato, pur rimanendo ferma nella volontà di non volere riprendere la convivenza. Nei prossimi giorni verrà fissato l’interrogatorio di convalida davanti al gip. Non e escluso che il pm possa disporre una perizia psichiatrica su Scapusi.

Agghiacciante sapere che la vittima, Clara Ceccarelli 15 giorni fa si era pagata il funerale, forse aveva un brutto presentimento, questa è una testimonianza di un commesso che talvolta aiutava la storica commerciante di via Colombo in negozio. Clara abitava poco distante dal negozio, dove accudiva il figlio trentenne disabile, e l’anziano padre.

La Ceccarelli temeva che sarebbe finita male, e di rimanere ammazzata da il suo ex violento che di frequente le estorceva denaro per pagarsi debiti di gioco.

Come riportano i giornali locali di Genova, Clara lo aveva lasciato un anno fa, ma lui non si era mai rassegnato, vandalizzava le vetrine del negozio e la tormentava. Un tragico epilogo, un classico copione di femminicidio.

Scapusi aveva perso il lavoro, ed era entrato in un brutto giro del gioco d’azzardo, noto alle forze dell’ordine per alcuni tentativi di suicidio non riusciti.

 

 

 

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