mercoledì 5 Agosto 2020
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Omicidio Tufano, Pepe tra gli arrestati del clan D’Avino

SOMMA VESUVIANA. Detiene il drammatico primato di essere stato il primo arrestato in Italia per il reato di omicidio stradale per aver causato la morte di Antonio Tufano, giovane di 28 anni rimasto ucciso in via San Sossio il 26 marzo scorso.

E’ anche uno dei 21 arrestati dell’inchiesta che ha riguardato i clan D’Avino e Anastasio, il traffico di droga e le estorsioni. Secondo gli inquirenti, infatti, Pepe che è ancora ai domiciliari in ospedale per le ferite riportate nel terribile impatto andrà poi in carcere perchè deve rispondere di spaccio di sostanza stupefacente aggravata dalla modalità mafiosa in quanto agevolava il clan D’Avino dal quale si riforniva e al quale versava una “quota” settimanale degli introiti della vendita della cocaina. Di come gestiva lo spaccio, dei clienti, dei problemi economici e dei soldi che dava alla cosca si parla lungamente negli atti dell’inchiesta.
In particolare Pepe rientra fra i soggetti che gravitano nel clan D’avino e la sua competenza è quella relativa allo spaccio. Come dimostrano anche alcuni elementi di prova. Secondo quanto accertato dai carabinieri Pepe chiede a Mario Schetter, un altro degli arrestati e esponente di spicco della cosca, di picchiare un personaggio del “parco”, cioè delle case popolari di via San Sossio, del Parco Fiordaliso. Si rivolge a lui affinchè “dia una lezione” alla persona che gli ha fatto uno sgarro e che continua ad aggirarsi nei pressi del Parco con un atteggiamento di sfida. Schetter risponde a Pepe che non si deve preoccupare perché ci penseranno “loro” a risolvere il problema, appena sarà rientrato a Somma Vesuviana da Salerno, città in cui risiede la famiglia della moglie. “Non vi dovete muovere da quaggiù, fratello una giornata intera lo beccate”, dice Pepe e “Mario gli devo schiattare la testa fratello mio” “e dai”, gi risponde Schetter, “non preoccuparti, va bene lo picchio io adesso che vengo dai”. Poi ci sono molte altre conversazioni che Pepe ha con gli acquirenti della droga, nella maggior parte dei casi gli incontri con loro sono preceduti da telefonate nel corso delle quali veniva stabilito il luogo dell’incontro che, per lo più, era proprio al sua abitazione.

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Gabriella Bellini
Gabriella Bellini è nata a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2019 il premio Napoli Cultural Classic "Donna straordinaria, esponente della stampa locale che attraverso la sua autentica e graffiante penna racconta il nostro territorio anche fuori dai confini. Sempre attenta alla realtà politico-sociale che analizza con puntualità e chiarezza, riesce a coniugare la divulgazione al grande pubblico con l'obiettività suggerita dalla grande esperienza umana che l'accompagna".
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