giovedì 12 Febbraio 2026
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Ottaviano/Palma Campania. Condanne a boss e gregari del clan Fabbrocino

Condanne a boss e gregari del clan Fabbrocino. Nel settembre del 2024, grazie alle indagini dei carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna, coordinati della direzione distrettuale Antimafia di Napoli, furono eseguite 13 misure cautelari. Le accuse, che hanno portato oggi ad alcune condanne per il rito in abbreviato, spaziano dall’associazione mafiosa, all’estorsione passando per possesso di armi e trasferimento fraudolento di valori. Oggi la sentenza per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato che si è tenuto al Tribunale di Napoli davanti al Gup Marco Discepolo.

CONDANNE

Carbone Raffaele 9 anni e 6 mesi
Fabbrocino Mario 17 anni e 9 mesi (Cugino dell’omonimo boss defunto tra i protagonisti della camorra anni ’80 nell’area vesuviana e nolana)
Fabbrocino Pietro 8 anni
Iervolino Anna due anni e 2 mesi
Iervolino Luana 1 anno 9 mesi
Iovino Antonio 14 anni e 6 mesi
Iovino Massimo 8 anni e 10 mesi
La Marca Michele 11 anni e 1 mese
Maturo Francesco 11 anni e 1 mese
Nappi Gennaro 11 anni
Romano Giovanni 2 anni
Mennella Salvatore ASSOLTO (difeso dall’avvocato Saverio Salierno e Giovanni Donnarumma)
Annunziata Francesco ASSOLTO (difesa dall’avvocato, Antonio Ammendola)

Nel collegio difensivo, tra gli altri, Sabato Saviano, Mario Terracciano, Alessio Scala, Antonio Smaldone, Fulvio Prestieri, Leopoldo Perone e Gaetano Aufiero del Foro di Avellino. 
I militari dell’Arma, coordinati dal pm Giuseppe Visone, stabilirono nelle loro indagini che il clan aveva un “ufficio” anche nel cimitero. Nei locali di una ditta che lavora all’interno dell’area cimiteriale di Palma Campania gli uomini del clan Fabbrocino ascoltavano istanze, risolvevano contrasti, decidevano raid e vendette. Nel blitz finirono esponenti importanti di quella cosca che negli anni 80, con Mario Fabbrocino, detto o’gravunaro, alla guida fu protagonista della guerra tra la Nco di Cutolo e la Nuova Famiglia. Ora a reggere il clan, un nipote, omonimo del fondatore dell’organizzazione criminale morto nel 2019. Condannato oggi e che operava insieme all’altro elemento di spicco, Biagio Bifulco (che ha scelto il procedimento ordinario che sta seguendo il suo iter al tribunale di Nola ed è difeso dagli avvocati Luca Capasso e Antonio Tomeo).
Al vertice del clan vi erano il vecchio boss di Ottaviano, Biagio Bifulco, che era scarcerato appena un anno e mezzo prima del blitz e Mario Fabbrocino, nipote e omonimo dello zio fondatore del clan.

La cosca controllava tutte le attività illecite a Palma Campania, San Gennaro Vesuviano e con articolazioni territoriali altrettanto radicate nei comuni limitrofi, tra i quali Piazzolla di Nola e aree limitrofe.

Aree controllate grazie alla disponibilità di armi e “alla condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva”. Gestione delle piazze di spaccio, estorsioni ai commercianti e infiltrazioni nel tessuto economico del territorio grazie ad alcune complicità nell’ottenere appalti pubblici.

Gabriella Bellini
Gabriella Bellini
Gabriella Bellini è nata a Tropea (VV), giornalista professionista dal 2003, ha cominciato a lavorare nel 1994 nella redazione giornalistica di Televideo Somma, ha collaborato con Tele Oggi, Il Giornale di Napoli, Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno (dorso campano del Corriere della Sera), Cronaca Vera, Retenews, è stata redattore del settimanale Metropolis (poi diventato quotidiano) e di Cronache di Napoli. Ha condotto un programma di informazione e approfondimento su Radio Antenna Uno. Nel febbraio 2007 ha creato con altri colleghi il sito web laprovinciaonline.info di cui è il direttore. Dal 2017 è componente della Commissione Pari Opportunità dell'Ordine dei Giornalisti della Campania Nel 2009 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento all’Impegno Civile del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato ad un giovane cronista che si “sia distinto nel suo lavoro sul tema della diffusione della Cultura della Legalità” ottenendo così il premio nazionale “Per la Cultura della Legalità e per la Sicurezza dei Cittadini”. Nel 2012 il Premio internazionale Città di Mariglianella “Gallo d’Oro” per i “numerosi reportage sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2013 il premio “Città di Saviano, giornata per la legalità” per “L'impegno profuso a favore della promozione e diffusione dei valori della legalità". Nel 2015 menzione speciale “L’ambasciatore del sorriso” per “L’instancabile attività di reporter, votata a fotografare con sagacia le molteplici sfaccettature della nostra società”. Nel 2016 il Premio “Antonio Seraponte” con la seguente motivazione “Giornalista professionista sempre presente e puntuale nel raccontare i fatti politici e di cronaca. In poco più di un decennio a suon di bravura ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per essersi distinta su temi importanti come la diffusione della cultura della legalità, della sicurezza dei cittadini e per l’impegno sui temi della povertà e dell’emarginazione”. Nel 2019 il premio Napoli Cultural Classic "Donna straordinaria, esponente della stampa locale che attraverso la sua autentica e graffiante penna racconta il nostro territorio anche fuori dai confini. Sempre attenta alla realtà politico-sociale che analizza con puntualità e chiarezza, riesce a coniugare la divulgazione al grande pubblico con l'obiettività suggerita dalla grande esperienza umana che l'accompagna". Nel 2022 Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”

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