mercoledì 17 Agosto 2022
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PD Sant’Anastasia, proposta di mozione. Savarese: “Partito aperto, inclusivo e diversificato”

Sant’Anastasia. La via che unisce per un partito del dialogo: questa la proposta di mozione portata avanti da un gruppo di tesserati del Partito Democratico di Sant’Anastasia, che si rivolge innanzitutto a tutti gli altri nessuno escluso, ma anche ai simpatizzanti e a coloro che sono vicini al partito ma che non si sentono rappresentati adeguatamente dal PD.
Portavoce di questa proposta di mozione è il dottor Francesco Savarese.

Da chi è stata portata avanti questa proposta di mozione?

“Nasce da un gruppo di tesserati del circolo PD di Sant’Anastasia per discutere su quella che era la situazione locale, del nostro circolo. Persone che hanno in comune la voglia, la disponibilità e la volontà di fare politica sul territorio, nessuno di noi ambisce a posizioni sovracomunali. Da qui la domanda di com’è possibile che il nostro circolo, il nostro elettorato sia nella condizione in cui sia e ci siamo anche domandati anche dove abbiamo sbagliato. L’unico partito che è rimasto sul territorio comunale è il PD; il resto sono aggregazioni civiche, che sono anche più importanti dei partiti ma sono un’altra cosa. Ci dobbiamo un attimo interrogare, però, perché visti i risultati probabilmente fino ad oggi non l’abbiamo fatto correttamente oppure trovare il modo di farlo meglio sennò il nostro ruolo sul territorio è inesistente, ininfluente e inutile. Su queste considerazioni ci siamo confrontati, anche tra persone che avevano fatto scelte differenti nelle ultime occasioni di confronto politico, ma ci siamo ritrovati su queste riflessioni e abbiamo messo insieme idee  nero su bianco, raccogliendo adesioni, se ce ne sono, su questa volontà di riaggregazione del partito. Invito tutti quanti a riflettere: un pezzo di partito non serve a nessuno, un partito che faccia il suo ruolo forse serve a fare delle cose, a promuovere dei valori, a portare avanti delle idee”.

In che cosa consiste la proposta di mozione?

“Una proposta di riunificazione, di riaggregazione di questo soggetto politico se ci crediamo se aderiamo a questo soggetto politico o è uno o non ha senso di esistere. Per essere uno deve avere delle regole riconosciute da tutti a cui tutti aderiscono e che tutti rispettano; d’altro canto ci deve essere la libertà per tutti di esprimere le opinioni che ritengono di portare avanti e tutti devono avere massimo rispetto per le opinioni altrui. Bisogna trovare anche il modo di mettere insieme queste opinioni per far uscire una linea politica comune perché sennò si fa solo una prova di forza di tutti ad un voto in più, imponendo una linea che non porta da nessuna parte, soprattutto se si parte dal presupposto che chi ha un voto in più è meglio degli altri e tutti gli altri non hanno nessun titolo per esprimere alcunché”.

Come intendete portare avanti nei mesi questa proposta di mozione?

“Siamo in attesa di celebrare un congresso straordinario che porti all’elezione di un nuovo segretario e direttivo, per iniziare una discussione seria ma soprattutto pacata, perché di pacatezza c’è estremo bisogno; i toni accesi che, forse, hanno contraddistinto le discussioni precedenti e che non hanno portato a dei buoni risultati soprattutto alla luce di quelli che sono i risultati di rappresentanza che abbiamo in questo momento sul territorio.
Un’atmosfera pacata e rispettosa, ma molto aperta, sincera, disponibile alla diversità di opinioni; noi intendiamo promuovere questo tipo di occasione, questo tipo di linea di discussione poi , qualunque aggregazione si riesca a realizzare su questa opinione o anche su un’altra mozione ma con questo tipo di regole e con questo tipo di substrato di discussione per noi va bene”.

Quali sono i punti della proposta di mozione dove volete lavorare maggiormente?

“Questo è un punto di inizio e non di arrivo, non è assolutamente un documento chiuso. Chiunque si senta coinvolto in questa discussione e voglia arricchire questo documento con altre proposte è ben accetto. Quando abbiamo redatto questo documento non l’abbiamo fatto in vista di un congresso imminente, anzi lo abbiamo fatto per promuovere una discussione che non fosse legata solo ad un congresso, ma che si facesse la domanda: perché siamo arrivati come siamo arrivati adesso? Perché un partito, che era l’unico partito rimasto, alle consultazioni è quello che è arrivato ultimo? Ci deve essere stato un’errore di percorso, qualcosa che non ha funzionato nel rapporto con gli elettori. Per questo motivo ci siamo fermati e confrontati in maniera sincera, ripeto tra persone che sapevano di non partire da punti di vista del tutto condivisi e per ora il risultato è questo documento, ma siamo in cammino verso un partito sempre più aperto, inclusivo, diversificato e che si ponga in una situazione di condivisione con le altre realtà del nostro territorio, non ci sentiamo antagonisti a nessuno, non riteniamo di essere migliori rispetto agli altri, anzi se ci sono delle realtà civiche con le quali si può dialogare e che nelle ultime campagne elettorali sono rimaste fuori dalla possibilità di avere un dialogo comune, penso sia il momento di riprendere questi dialoghi altrimenti queste realtà si andranno ad aggregare su posizioni che, magari, non sono loro consone ma sono le uniche che le accettano e questo è un’ errore”.

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