mercoledì 5 Agosto 2020
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Pizzo da 800 a 15mila euro ai clan D’Avino e Anastasio, 21 arresti -foto

SOMMA VESUVIANA-SANT’ANASTASIA. Gli estorsori alle vittime: “Aggiungi anche questo ai tuoi problemi”, così quelli dello storico clan D’Avino e del più recente clan degli Anastasio si facevano consegnare dagli imprenditori del territorio – settore edile, ittico, commercio olive e diversi altri – migliaia di euro.

A poche ore dalla messa in onda della fiction “Gomorra II”, ieri mattina all’alba un’altra “Gomorra” vesuviana è stata, invece, colpita e affondata dai carabinieri e dalla Dda di Napoli. Estorsioni per migliaia di euro, tentato omicidio, possesso di armi, spaccio di droga e interessamento da parte degli esponenti del clan D’Avino per lo svolgimento delle elezioni comunali 2013 a Somma Vesuviana.
Ventuno arresti, uomini e donne dei clan D’Avino e Anastasio: i carabinieri dell Compagnia e del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della stazione di Somma Vesuviana hanno eseguito – su richiesta della Dda di Napoli – 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere (una ai domiciliari), nei confronti degli indagati responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere di tipo mafioso.

La complessa indagine, partita qualche anno fa – includendo a pieno e non a caso le elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Somma Vesuviana nel 2013 – da parte dei carabinieri del Nucleo operativo (al comando del maggiore Michele D’Agosto), della Compagnia di Castello di Cisterna (Colonnello Rino Coppola ed il capitano Tommaso Angelone), e della stazione di Somma Vesuviana al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo e coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia), ha fatto emergere due distinti sodalizi criminali, entrambi dediti alle estorsioni inflitte a decine di imprenditori dei comuni sui quali sia i D’Avino, sia gli Anastasio esercitavano il loro dominio – estorsioni ripetute anche con minacce concrete di morte (esplosi diversi colpi di arma da fuoco), inflitte alle vittime e aggravate, pertanto, dal cosiddetto “metodo mafioso” e alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti nell’ambito dei comuni di Somma Vesuviana, Sant’Anastasia, Pomigliano D’Arco e delle aree limitrofe.

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In particolare si tratta dei due gruppi criminali dei D’Avino di Somma Vesuviana – capeggiato da Giovanni D’Avino, soprannominato ‘o bersagliere, già riconosciuto quale appartenente all Nuova Famiglia – e dei più giovani Anastasio, clan egemone nel territorio di Sant’Anastasia. I due clan, in guerra tra loro, avevano ripreso il controllo dei rispettivi territori a seguito della decapitazione e del disfacimento (grazie alle indagini della Dda di Napoli e ai collaboratori di giustizia, ovvero i vertici dei clan una volta arrestati), del controllo da parte del clan metropolitano dei Sarno, supportati anche dall’alleanza con clan confinanti fra il gruppo D’Avino e il clan Fabbrocino.

Nell’ambito delle indagini – supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché dalle informazioni fornite da persone informate dei fatti e dagli stessi collaboratori di giustizia – è stato possibile accertare diversi episodi estorsivi avvenuti a mezzo del cambio di assegni, atti intimidatori – consistenti nell’esplosione di colpi di arma da fuoco contro le abitazioni e gli esercizi commerciali delle vittime (imprenditori), per piegarli alle loro richieste consistenti in pagamenti di grosse cifre di denaro (800 euro ma anche 15mila euro). Si è inoltre scoperto chi erano i responsabili e tracciare il contesto criminale nel quale è maturato il tentato omicidio nei confronti di Mario Schetter, avvenuto nel marzo 2013, e il pestaggio di un altro “uomo” del clan D’Avino, inquadrando gli eventi nell’ambito dei contrasti tra i due clan antagonisti: i “D’Avino vs gli Anastasio”, per il controllo e la gestione degli affari illeciti e delle estorsioni nell’area vesuviana.

Non solo. Le articolate indagini dei militari dell’arma – Gruppo di Castello di Cisterna, Nucleo investigativo e stazione di Somma Vesuviana – hanno permesso l’arresto in flagranza di reato di alcuni tra i soggetti oggi indagati per reati riguardo allo spaccio di sostanze stupefacenti accertando, che tale attività illecita sul territorio si Somma Vesuviana avveniva sotto il totale controllo degli esponenti del clan D’Avino. Scoperto il possesso di armi da fuoco da parte di entrambi i clan antagonisti. E accertato, infine, l’interessamento da parte degli esponenti dei D’Avino dello svolgimento delle elezioni comunali di Somma Vesuviana tenute nel 2013.

di Patrizia Panico

Giovanni D’Avino, 58 anni – Ferdinando D’Avino, 33 anni – Stefano D’Avino, 32 anni – Francesco D’Avino 56 anni – Anna Giuliano – Camillo Giuliano, 36 anni – Mario Schetter, 33 anni – Michele Iossa, 43 anni – Alessandro Pepe, 37 anni – Nadia Bova, 28 anni – Domenico Terracciano, 35 anni – Francesco Ioia, 43 anni – Fabio Civita, 35 anni – Giovanni Mosca, 43 anni – Raffaele Anastasio, 34 – Clemente De Cicco, 33 anni – Salvatore Esposito, 39 anni – Giuseppe D’Ambrosi, 32 anni – Ferdinando Aprile, 52 anni – Domenico Giordano, 36 anni, Claudio Auriemma, 32 anni.

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