giovedì 12 Febbraio 2026
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Pomigliano. “Dissenso sulla decisione Comunale di dimensionare la nostra scuola”

Pomigliano d’Arco, riceviamo dalla docente Nunzia Belcore una lettera riguardo il ridimensionamento dell’IC Omero-Mazzini-Don Milani e di seguito la pubblichiamo.

L’Amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco ha deciso di colpire la  nostra comunità scolastica, ovvero dell’ic Omero-Mazzini-Don Milani facendo un dimensionamento senza un futuro sicuro. Distruggere una storica scuola per favorire strutture minori. È un dimensionamento scolastico contestato dalla comunità scolastica perché ritenuto una forma di razionalizzazione che mina la qualità dell’istruzione e il diritto allo studio degli studenti. È inaccettabile che tutto questo minacci la stabilità di una scuola storica come l’Omero di Pomigliano, trascurando la qualità dell’istruzione. Appoggio in pieno  i miei colleghi in questo momento molto delicato e mi appello alle autorità competenti di intervenire sulla questione. Sono una docente prossima alla pensione con una memoria storica di questa scuola ritenuta una delle migliori sul territorio e che trasmette non solo nozioni, ma il valore del sacrificio, della continuità educativa e il legame umano con gli studenti. Un valore aggiunto è poi la presenza di giovani colleghi che  mostrano una forte propensione all’aggiornamento, fondamentale per gestire classi complesse e l’uso di tecnologie informatiche importanti per la formazione e la crescita professionale.

Ecco alcune considerazioni di alcuni miei colleghi;

Da docente di questa scuola sento il dovere di dire che la riorganizzazione non può essere ridotta a una questione tecnica o numerica. Una scuola è fatta di persone, relazioni educative, continuità didattica e radicamento nel territorio. Ogni scelta che incide su questi equilibri dovrebbe nascere da un confronto reale con chi la scuola la vive ogni giorno. Aprire il dibattito è il minimo indispensabile. Ascoltare davvero sarebbe il passo necessario.

Da architetto e da docente, so che una scuola ben progettata non è solo un edificio: è un presidio urbano, un luogo di prossimità, di ascolto e di relazione per famiglie e ragazzi. Anche quando esiste da decenni, deve rispondere a criteri chiari: vicinanza, percorribilità, riconoscibilità e integrazione con il territorio, in particolare con il quartiere in cui si inserisce.

L’I.C. Omero–Mazzini–Don Milani, con il suo plesso bandiera, ha sempre incarnato questa visione, rafforzata negli ultimi anni da interventi sull’edificio centrale messi al servizio di tutto l’istituto comprensivo, del quartiere e anche della città.

La presenza delle piste ciclabili di connessione e dello spazio pubblico di raccordo, promossa dalle amministrazioni comunali, testimonia la volontà di riconoscere questa scuola come polo scolastico unitario, quale è sempre stata di fatto!

Un polo che accoglie infanzia, primaria e secondaria di primo grado non è un caso: è il risultato di una visione che mette al centro continuità educativa, prossimità e integrazione dei servizi.  Un’unica presidenza e un’unica segreteria, collocate nello stesso  quartiere, hanno finora garantito accessibilità e immediatezza alle famiglie, soprattutto a quelle con figli di età diverse. Separare questo istituto significa  rompere un percorso educativo unitario, indebolire la comunità scolastica, creare disagi organizzativi e allontanare un presidio fondamentale dal quartiere!

Portare presidenza e segreteria lontano dal quartiere , scindendole peraltro, rende un disagio enorme alla cittadinanza !  Rende più difficile l’accesso ai servizi per famiglie senza auto, per i nonni accompagnatori,  per caregiver di ragazzi con disabilità e per tutte quelle situazioni di fragilità che avrebbero bisogno di prossimità, non di distanza!

Inoltre, e non è  problema da poco , aumenta gli spostamenti quotidiani, contribuendo ad un maggiore  traffico veicolare, maggiore impatto ambientale e a un’organizzazione più complessa della vita scolastica di tutti i giorni.

Questo dimensionamento guarda solo alla razionalizzazione dei numeri, è  vero, ignorando  che la scuola non è solo un edificio, ma un polo educativo e sociale che funziona solo se resta unito e vicino al quartiere.

Ripensare questa scelta non è un atto ideologico, ma di buon senso!

Aiutateci a farlo comprendere a chi ha preso questa insensata decisione!!

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