mercoledì 8 Dicembre 2021
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Progetto “A voce d’ ‘a ggente”, il primo spettacolo al carcere di Secondigliano

L’Accademia Etnostorica Angelo Calabrese, diretta da Biagio Esposito nonché direttore del gruppo LA TAMORRA di Somma Vesuviana (NA), nell’ambito del Natale 2021, in collaborazione con il Garante Regionale dei detenuti prof. Samuele Ciambriello, ha organizzato spettacoli – momenti di solidarietà tra le carceri di Napoli, con l’offerta dal vivo dello spettacolo : progetto : ‘A VOCE D’ ‘A GGENTE, tra Musica e Traduzione.


Il progetto ‘A VOCE D’ ‘A GGENTE è la tradizione che diviene e si trasforma senza perdersi. Non è una cosa facile, sembrano parole concatenate ma sono concetti difficili perché, noi stessi, pensiamo che la tradizione sia archiviare. Pensiamo che sia qualcosa che non accade più, che ci è rimasta come fardello impolverato, che non è più vivente. La verità non è questa. La verità è che la tradizione non è altro che quella componente che permetterà a quelli che vengono dopo di capire quali sono gli elementi che si incastrano in questa che è la matrice della nostra cultura. Altrimenti, saremmo tutti uguali perché in realtà, tutti quanti, rispondiamo a delle esigenze che dal punto di vista generico hanno tutte quante le stesse risposte ma non è così. Perché se noi mangiamo, mangiamo le cose del luogo, se cantiamo, cantiamo le cose del luogo, se preghiamo, abbiamo i nostri santi. Ebbene, tutta questa specificità che ci connota è lì che ci appartiene e noi non la dobbiamo disperdere. Biagio Esposito con il suo progetto ‘A VOCE D’ ‘A GGENTE, che cosa fa? La toglie dallo scaffale della biblioteca, la innesta nel processo culturale di una cultura vivente, la trasforma e la fa diventare materia vivente, essa stessa. Chi ha visto ho vedrà lo spettacolo, vedrà che senza disperdere nulla, ritroviamo, grazie al maestro Peppe Licciardi, e grazie ai magnifici, straordinari musicisti che, sine paecunia, si sono innamorati di questo progetto, la loro musica viene da dentro e quindi, venendo da dentro, viene da lontano. Loro non possono che non essere quelli che sono e allora sono questa cadenza di una continuità meravigliosa che la cultura di sostanza ci permette di conoscere e che ci permette di definirci. Vogliamo ringraziare il Direttore del Carcere di Secondigliano, e il Prof. Samuele Ciambriello Garante dei Detenuti e alla dott.ssa Adele Aliperta, che ci hanno dato l’opportunità e la loro disponibilità a portare avanti e far conoscere questo progetto e non ultimo i ragazzi del Servizio Civile Universale dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche.

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