lunedì 30 Novembre 2020
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Racket. Boato e paura a S.Sebastiano, bomba carta esplosa davanti a due negozi

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO. Boato nella notte e tanta paura per l’eco di una fortissima esplosione, avvertita a di stanza di centinaia di metri, causata da una bomba carta.

Torna l’incubo del racket nella città vesuviana. La potente deflagrazione, in via Gramsci, ha devastato la vetrata, le insegne e le saracinesche di una farmacia e un’agenzia immobiliare.

Ignoti i responsabili il i cui obiettivi sono stati addirittura due: colpire e danneggiare una farmacia ed un’agenzia immobiliare. I due esercizi commerciali – la farmacia e l’agenzia immobiliare immediatamente accanto – sono stati colpiti poco dopo la mezzanotte trascorsa. Al momento resta ignota anche la matrice dei due atti intimidatori. Certo al vaglio degli inquirenti restano aperte diverse piste tra le quali quella al momento più battuta, del racket dell’estorsione. Sul posto sono intervenute alcune pattuglie dei carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Torre del Greco che dopo aver raccolto alcune testimonianze hanno avviato le indagini, tutt’ora in corso. Necessario anche l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco per la constatazione dei danni e la valutazione di un eventuale stato di pericolo delle strutture o degli impianti che non sembrerebbero essere stati danneggiati gravemente.

Una vicenda che ha lasciato i rispettivi titolari e proprietari degli esercizi commerciali sotto choc. Di certo la bomba carta della notte scorsa voleva essere un chiaro messaggio. Non sembrano esserci dubbi sulla matrice del raid – anche se in questo momento tutte le piste vengono battute – quella del racket delle estorsioni resta la pista principale. In una terra dove convivono decine di micro clan camorristici – spesso costole di altri clan rasi al suolo dalla magistratura – che cercano di farsi largo tra gli altri e conquistare larga parte del territorio. E il foraggio principale per la sopravvivenza di questi ultimi da resta il racket dell’usura e dell’estorsione – il “pizzo” – oltre allo spaccio e all’imposizione della vendita di determinati prodotti che spaziano dagli alimenti – dal pane al caffè ad esempio – ad altri articoli.

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