sabato 20 Luglio 2024
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Racket, in manette un dipendente comunale

SANT’ANASTASIA – Lavorava al Comune ma nonostante il posto fisso ha deciso di “arrotondare” minacciando un commerciante. E’ finito così in manette Antonio Fusco, 48 anni di Sant’Anastasia, dipendente comunale. Ad arrestarlo i carabinieri del Nucleo Operativo del Reparto Territoriale di Castello di Cisterna in base ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, Antonella Terzi, su richiesta del Pm Vincenzo D’Onofrio della Dda (Direzione Distrettuale Antimafia) napoletana. Fusco è ritenuto dagli inquirenti responsabile dei reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, detenzione di armi ed estorsione. Il 48enne è assunto al Comune di Sant’Anastasia, prima in servizio all’Amav adesso si occupava della manutenzione del bocciodromo di via Romani, mesi fa anche il fratello era finito in carcere nel maxiblitz contro gli affiliati del clan Panico. Fusco, insieme ad altre persone già arrestate il 28 agosto scorso, ha tentato un’estorsione ai danni di un commerciante di Somma Vesuviana. Quest’estate, infatti, i carabinieri sono riusciti a portare a termine anche altri arresti importanti che hanno riguardato affiliati al clan Panico guidato dai fratelli Antonio e Francesco (Summesielli). Sempre a Somma, infatti, i militari avevano fermato Antonio Sannino, 24 anni, e Raffaele Manfellotto, 26 anni. Entrambi pregiudicati responsabili di concorso in detenzione e porto illegale di armi e munizioni ed estorsione ai danni di un commerciante di Somma Vesuviana, dal quale pretendevano il pagamento di mille euro al mese per permettergli di proseguire con tranquillità la sua attività. Gli arrestati sono stati trovati in possesso di due pistole, un revolver marca “Rossi”, fabbricazione brasiliana, cal. 38 special, ed uno di marca “Arminius”, fabbricazione tedesca, cal. 38 special, con tanto di proiettili, tutto sottoposto a sequestro. La stessa indagine ha portato anche all’emissione di un fermo di indiziato di delitto da parte della Dda nei confronti di altri due uomini considerati parte integrante del clan: Antonio Sabbatino, 51 anni e Cio Perillo, 30 anni, entrambi di Sant’Anastasia che sono stati rintracciati ed arrestati per concorso in estorsione.

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