lunedì 19 Gennaio 2026
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Ragazzo disabile prigioniero in casa da quattro anni: il caso-simbolo di Pomigliano

Pomigliano. Da oltre quattro anni Luigi, un ragazzo con sindrome di Down e gravi difficoltà motorie, vive di fatto recluso al terzo piano di uno stabile IACP in via Giuseppe Campanale, a Pomigliano d’Arco. L’edificio è privo di ascensore e per il giovane scendere le scale è impossibile.

Nonostante la richiesta formale di installazione dell’ascensore presentata nel 2022 e gli appelli rivolti a Comune, ACER Campania, Regione, Ministero delle Infrastrutture e garanti dei diritti dei disabili, nessun intervento è stato avviato. In questi giorni il Comune di Pomigliano ha sollecitato ufficialmente ACER, ma dall’ente non è arrivata alcuna risposta.

Intanto Luigi continua a non poter uscire neppure per una visita medica. Una madre denuncia quella che definisce una grave violazione dei diritti umani, delle norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche e della Convenzione ONU sulle persone con disabilità, chiedendo finalmente un intervento concreto: l’avvio immediato dei lavori o, in alternativa, un alloggio accessibile che restituisca a suo figlio la libertà negata.

Ecco lo sfogo della madre sui social:

“Da oltre quattro anni, mio figlio Luigi, disabile SINDROME DI DOWN con gravi problemi di deambulazione per un intervento di stabilizzazione occipitale , vive segregato in casa al terzo piano di uno stabile IACP in via Giuseppe Campanale 9 – Pomigliano d’Arco, privo di ascensore. Ho presentato la richiesta di installazione dell’ascensore nel 2022, e da allora ho scritto a Comune, ACER Campania, Regione, Ministero delle Infrastrutture, Difensore Civico, Garante dei Disabili. Ad oggi, nonostante la documentazione completa e i continui solleciti, nessun intervento è stato avviato. Vergogna  Ho ricevuto risposta solo dalla Comunità Europea che prenderà seri provvedimenti. Nei giorni scorsi il Comune di Pomigliano d’Arco, che ringrazio, ha ufficialmente chiesto ad ACER Campania di prendere incarico della situazione. Ma ACER non ha risposto. E mentre gli enti tacciono, un ragazzo disabile continua a non poter uscire di casa neanche per una visita medica o una passeggiata. Questa non è solo una questione amministrativa: è una violazione dei diritti umani, delle norme italiane per l’abbattimento delle barriere architettoniche, della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e della Carta dei Diritti dell’Unione Europea. Chiedo pubblicamente, come madre e come cittadina: che venga dato subito un riscontro formale, un cronoprogramma dei lavori, o in alternativa un alloggio accessibile per restituire a mio figlio la libertà che gli spetta. Questa ennesima storia di violazione dei diritti umani avrà delle ripercussioni senza precedenti . Questa volta, avete beccato la mamma sbagliata! Vi raderò al suolo! Una Paese è davvero civile solo quando garantisce dignità ai suoi cittadini più fragili. Ma l’Italia è una barzelletta!”

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