sabato 26 Settembre 2020
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Regionali, Nappi in corsa con la Lega: “Ripartire dal lavoro”. Intervista

NAPOLI. Elezioni 2020, Severino Nappi in campo con Caldoro sotto il simbolo della Lega. Intervista.
“Bisogna ripartire dal lavoro che è il motore per il nostro futuro” lo ha dichiarato Severino Nappi candidato al Consiglio regionale della Campania per le prossime elezioni del 20 e il 21 settembre dopo lo slittamento dovuto all’emergenza coronavirus. Nappi, Giuslavorista e docente ordinario di Diritto del Lavoro, attualmente è presidente dell’associazione “Nord Sud”; già assessore al Lavoro , all’Immigrazione e alla Formazione e all’Emigrazione durante la legislatura di Stefano Caldoro, scende in campo di nuovo a suo sostegno. L’ex assessore spiega le motivazioni della sua scelta e i suoi obiettivi qualora fosse eletto.

severino nappi biografia
severino nappi biografia

Perché la scelta di candidarsi con la Lega, in passato ostile nei confronti del sud. Ci spiega cosa è cambiato oggi?
È giusto dare un posto al corso delle cose. Oggi la Lega di Matteo Salvini, diventata partito nazionale, crede fortemente in un futuro per la Campania, ha fatto sua l’idea del movimento “Campania, Il Nostro Posto”, che vuol realizzare la Carta Sociale perché appunto crede nella centralità del Sud nel progetto di rilancio del Paese. Vogliamo superare i carrozzoni clientelari con una vera e propria rivoluzione in cui il cittadino sarà protagonista. In questo modo i 4.500 euro che ogni anno si spendono per ciascun cittadino diventeranno servizi veri. Una carta per superare le lunghe attese, i rifiuti e i servizi ad intermittenza e che sottrae alla cattiva politica la possibilità di un utilizzo improprio dei fondi destinati alla salute e al welfare dei cittadini. Vede, le cose si fanno con chi intende realizzarle. Se il Sud non cresce, non torna a crescere neanche il Paese e la Lega questo lo sa. Ed è con questo spirito che ho scelto di candidarmi.
Quali saranno le priorità qualora riesca ad entrare a Palazzo Santa Lucia?
Serve visione per il futuro. Cosa che De Luca non ha certamente dimostrato di avere. Sicuramente bisogna ripartire dal lavoro che è il motore per il nostro futuro. Con la pandemia la Campania ha attraversato un periodo inedito e grave, in particolare sul fronte dell’occupazione con 320 mila posti di lavoro che oggi sono a rischio. Le imprese campane sono state lasciate nella totale incertezza senza un vero e serio difensore della nostra terra contro un governo scellerato e lontano dai problemi reali. Dalla cassa integrazione che stenta ancora ad arrivare, passando per l’inesistenza di piani e di interventi a sostegno della nostra economia, a partire dalla filiera dell’accoglienza, ci troviamo di fronte ad un governo nazionale e regionale che balbettano e vendono fumo. Ecco perché c’è bisogno di una sterzata immediata.
Lei è stato già assessore al Lavoro, racconta il suo operato e se ha intenzione di riprenderlo?
Da assessore regionale mi sono occupato delle aziende di questa terra, ho tutelato i giovani, ho difeso chi il lavoro lo stava perdendo. Non ho mai smesso. La mia è una politica che si basa sull’ascolto, in prima linea. Col finanziamento del micro credito abbiamo fatto partire circa 6.000 nuove aziende di giovani. Con le misure di rimpiego nelle aree di crisi abbiamo garantito sostegno al reddito per gli oltre 30.000 espulsi dal mercato del lavoro di quegli anni e avviato percorsi di ricollocazione che hanno ottenuto parecchi risultati. E ancora ricordo la costituzione dei centri di competenza e dei poli tecnico-professionali nei settori nevralgici della nostra economia regionale: uno strumento che è partito dalla Campania ed è stato poi adottato in molte altre regioni. Infine mi permetta di sottolineare che Garanzia Giovani, durante la mia gestione, ha consentito di dar vita ad oltre 85.000 tirocini, molti dei quali sono diventati in seguito rapporti di lavoro stabili. Poi è arrivato De Luca: ha interrotto il percorso di modernizzazione delle politiche del lavoro della Campania è stato smantellato senza alcuna ragione ed anche senza alcuna misura alternativa a quelle che avevo avviato io. Col risultato che, oggi, la Campania è, per la prima volta nella nostra storia, ultima per i livelli d’occupazione addirittura a livello europeo. Non era mai successo.
Qualche settimana fa un suo post con la foto di Luciano De Crescenzo e il simbolo della Lega, a molti non è piaciuto in primis alla famiglia. Perché ha associato la foto dello scrittore partenopeo, noto come un uomo d’amore, ad un partito politico?
Luciano De Crescenzo è simbolo indiscusso della cultura partenopea. Una cultura che rivendico con orgoglio. Appartiene a chiunque, non solo a una certa sinistra ormai fuori dal tempo. Quando gli chiedevano se era di destra o di sinistra lui stesso rispondeva: “sono ingegnere”. Onorare il suo ricordo a un anno dalla scomparsa è stato solo un gesto per celebrare la mia cultura e il sud. Come ho sempre fatto, anche in altre occasioni e prima del mio ingresso in Lega. Prima nessuno ha mai avuto da ridire. Ora ci sono state alcune polemiche. Mi pare la prova più evidente della loro strumentalità.
Perchè i cittadini dovrebbero votarla?
La Campania deve ripartire e ha capito che non ripartirà mai dalle battute da Zelig di De Luca. Servono idee e serve qualcuno che possa realizzarle. La gente è stanca di slogan e promesse. Un voto per me è un voto per far ripartire il mercato del lavoro che si smuove incentivi e sussidi e che finiscono nelle maglie della burocrazia, serve una fiscalità di vantaggio in grado di attrarre investitori, quegli stessi che la politica deluchiana di questi anni, purtroppo, ha invece contribuito a fare scappare. È un voto per le imprese e per i lavoratori. Un voto per il futuro della Campania
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