mercoledì 12 Agosto 2020
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S. Anastasia. Gli studenti del “De Rosa” restaurano una statua della Madonna del XVIII secolo

SANT’ANASTASIA. Progetto ambizioso quello degli studenti della scuola media Tenente Mario De Rosa, un restauro di una statua della Madonna di alto valore artistico.


Un’impresa che sicuramente rimarrà per decenni negli annali del primo istituto comprensivo Tenente Mario De Rosa. Gli alunni, della scuola secondaria di primo grado, guidati dai docenti d’arte Angelo Corcione e Massimo Falanga, hanno iniziato i lavori di restauro ad una statua della Madonna, di epoca settecentesca riconducibile al fatto che è in cartapesta, materiale usato a quell’epoca per alleggerire le statue durante le processioni. Presenta gli occhi di vetro, metodo già usato nel XVIII secolo per i pastori e riconducibile per le fattezze ad artista napoletano, anche se ora sconosciuto. Progetto fortemente voluto dalla preside Maria Capone e realizzato grazie alla gentile concessione della statua da parte di Padre Alessio Romano priore del santuario di Madonna Dell’Arco, i lavori di restauro stanno avvenendo nella casa albergo per anziani, dove è stato concesso agli studenti uno spazio per realizzare l’ambizioso progetto extracurriculare. La scuola, quindi, ha adottato l’opera d’arte e non solo si occuperà della sua tutela, perché si pensa a lavori ultimati, di farla sostare per qualche tempo nell’istituto scolastico di via Regina Margherita e di invitare le scuole del territorio, con delle visite guidate, per studiarne la storia e illustrare quali sono stati i metodi di restauro adottati dai ragazzi delle medie. Dato che la statua, nel corso dei secoli, ha subito molti interventi anche per mano di gente impreparata ha perso l’originale identità e al momento non è ancora possibile scoprire a quale icona mariana è da attribuirsi. Molte le ipotesi dedotte dalle caratteriste iconografiche, ma quella più credibile è che la statua rappresenti la Madonna del Rosario ma non da escludersi la stessa Madonna dell’Arco, anche se al momento il volto non risulta ferito. Infatti secondo il docente Angelo Corcione, bisogna aspettare che i lavori di restauro entrino più nel vivo, solo togliendo le vernici superficiali aggiunte nei secoli si potrà ritornare alle fattezze originali e stabilire attraverso un’attenta osservazione e uno studio approfondito di simboli e iconografia a quale Madonna si sia ispirato l’artista. Anche se non si esclude che da un momento all’altro possa emergere il nome dell’opera, la provenienza e la firma del suo creatore. L’opera arriva nel santuario mariano a ridosso del 1930 grazie alla donazione fatta dai padri del convento domenicano di Acerra. Il compito, dei ragazzi della De Rosa, è molto impegnativo e lo scopo didattico è proprio quello di formarli sul campo e toccare con mano cosa sia l’arte, la storia, la cultura troppo spessi letti nei libri ma mai messi in pratica. Questa volta invece è molto diverso, infatti gli studenti partecipano attivamente ai lavori di restauro, i primi step che hanno compiuto sono stati dei saggi su quali prodotti utilizzare, poi è stata tolta la patina di sporco con un normale e blando sgrassatore (perché sono da evitare sostanze aggressive che ne possono alterare le caratteristiche) e la momento con l’acetone si sta tentando di togliere i colori sovrapposti. Sarà un tipo di restauro conservativo perché si cercherà di preservarla anche in futuro. Il docente d’arte Angelo Corcione ci spiega i propositi che la scuola ha nei confronti dei suoi alunni sulle tematiche dell’arte: “Con questo ambizioso e difficile progetto nasce in loro la sensibilità di avvicinarsi alle opere che hanno un elevato valore artistico e storico. Questo è la primissima esperienza della loro vita. Lo scopo è che attraverso il gioco, perché data la loro giovanissima età per loro è anche questo, stanno compiendo un gran lavoro e solo divertendosi possono imparare a riconoscere ed aver un gran rispetto per le opere d’arte”.

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