mercoledì 8 Dicembre 2021
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S.Anastasia. La vita di don Dolindo in un libro, presentazione al Santuario

Sant’Anastasia. Nella sua storia bimillenaria Napoli ha espresso la santità in tutte le declinazioni possibili: da San Gennaro a Sant’Alfonso Maria de Liguori…; ma è forse il XX secolo quello in cui Napoli tocca le cime vertiginose della santità, grazie al piccolo e umile Sacerdote “tutto napoletano” Don Dolindo Ruotolo. Nobile, essenziale, taumaturgo, eccellente teologo, scrittore prolifico… amico di Padre Pio.A oltre 50 anni dalla morte la sua tomba, nella Chiesa di San Giuseppe dei Vecchi, per decenni silenziosa, ora comincia ad attirare migliaia di fedeli da tutto il mondo, diventando il centro di eventi che ancor più rinsaldano il profondo legame tra il Paradiso Celeste e il “paradiso partenopeo”. Questo grazie anche all’instancabile opera divulgativa della signora Grazia Ruotolo, nipote del santo Sacerdote, che ultranovantenne continua a raccontare con lucidità e pervicacia straordinarie la grandezza inarrivabile dello zio, che l’ha cresciuta e l’ha seguita nei momenti importanti della sua vita. Molti devoti di Padre Dolindo in tutto il mondo conoscono aneddoti meravigliosi della vita di Don Dolindo grazie a questa donna, anche lei tutta napoletana, espressione di quella sua signorilità semplice ed efficace, sempre pronta ad accogliere chiunque, desideroso di approfondire una figura di santità commovente e profondissima. Molto si sa di Padre Dolindo, perché egli ha scritto moltissimo, ma pochissimo si sapeva delle sue composizioni musicali sacre. Sono noti gli episodi straordinari in cui Padre Dolindo accompagnava all’organo della sua chiesa napoletana o in quella di Madonna dell’Arco le voci meravigliose di Gesù e della Santa Vergine, ma pochissimi conoscevano quegli spartiti musicali che, a detta dello stesso Don Dolindo, erano composti per il dettato di Gesù e Maria. La signora Grazia Ruotolo ha custodito con sacro rispetto quegli spartiti che hanno ormai un secolo e che forse in pochi hanno mai eseguito ed ascoltato, come ad esempio l’ultimo Maestro di Cappella napoletano, il maestro Gaetano Valentino, che si è occupato di organizzare e dirigere la musica sacra a Napoli e dintorni e che godeva della stima e dell’amicizia di Padre Dolindo. Ed è grazie al figlio del compianto maestro Valentino, Sergio, baritono del Teatro San Carlo di Napoli, che si è avviata un’importantissima opera di raccolta e valorizzazione delle opere di Padre Dolindo. Sergio Valentino ha fondato l’Associazione “Don Dolindo l’Organista di Dio” insieme al maestro organista Antonio Sembiante, a Fabio Fiorito, Coordinatore dell’Associazione “GLISS” di Madonna dell’Arco e a Stefano Juliano, attivo nella promozione della Tradizione Cattolica e del patrimonio culturale napoletano. L’Associazione ha lo scopo di recuperare tutta la sconosciuta opera musicale di Padre Dolindo Ruotolo al fine di studiarla, custodirla, valorizzarla e diffonderla, assicurandosi che rimanga nel patrimonio musicale della gloriosa città di Napoli, la cui storia e tradizione sono uniche al mondo, tanto da annoverarla tra le capitali mondiali della musica. Il primo importantissimo risultato ottenuto è la Relazione del Pontificio Istituto di Musica Sacra, massima autorità in materia, presieduto da Mons. Vincenzo De Gregorio. Al fine di verificarne la qualità e la eseguibilità a distanza di circa un secolo dalla loro composizione, l’Associazione ha sottoposto alcuni spartiti ai massimi esperti al mondo. Lo stupore è risultato sommo allorquando dalla relazione si legge:“… Leggendoli e suonandoli traspare davvero una solida formazione musicale, ben più approfondita di quella che probabilmente si faceva nei seminari o negli istituti religiosi. Questo lo dico perché la scrittura è sicura, usa con precisione i diversi artifici armonici e gli effetti coloristici, ed è priva di imprecisioni; il linguaggio è tonale ma, proprio per la pratica e conoscenza che aveva della modalità gregoriana, riesce ad essere sempre vario e inserire dei passaggi più tipicamente modali (e personalmente penso che proprio questo sia un linguaggio tutt’oggi valido perché non “stanca” l’orecchio di chi ascolta…d’altra parte è il principio su cui molti compositori di musica sacra basano la propria produzione)…”.…” Traspare davvero una solida formazione musicale…”, ma Padre Dolindo dichiara: “Ho scritto tanta tanta musica, senza aver studiato mai né armonia, né contrappunto, né composizione. Quel poco che so è frutto di preghiera e non di studio. Mi confesso, prego poi vado al piano e mi lascio guidare dalla bontà divina e dico: ‘Signore scrivi tu stesso quello che serve a farti amare”.

 

È da questa fatale contraddizione che parte il lavoro dell’Associazione, che farà il suo debutto grazie all’accoglienza del Priore del Santuario di Madonna dell’Arco Padre Gianpaolo Pagano O.P.Il giorno 26 novembre alle 17:00 presso il Santuario la signora Grazia Ruotolo racconterà ai fedeli gli aneddoti più importanti della vita del Sacerdote, molti già descritti nel libro da lei scritto con il direttore di Famiglia Cristiana e scrittore Luciano Regolo: Gesù pensaci Tu, edito da Ares. I libri di Luciano Regolo sono sempre intrisi di profonda spiritualità e raccontano le vite straordinarie dei santi contemporanei. Alle 18:30 la Santa Messa accompagnata da brani musicali sconosciuti scritti da Padre Dolindo. Sarà emozionante ascoltare per la prima volta dopo tantissimi anni “Tu es Sacerdos” ed alcuni mottetti sconosciuti. Gli esecutori saranno il baritono e Presidente dell’Associazione Sergio Valentino, il fratello, il tenore Giuseppe Valentino, l’organista della Basilica, il maestro Francesco Sorrentino e la violinista Adele Tammaro. L’Associazione ha in progetto la realizzazione di una PERFORMANCE MUSICALE TEATRALIZZATA, un viaggio nell’esperienza sacerdotale di Padre Dolindo, semplice, ma profondissima alla luce della teologia Cattolica. Un dialogo di amore e speranza tra Padre Dolindo e una umanità sola e sofferente, immersa nella sua quotidianità ricca di delusioni e opportunità. Padre Dolindo accompagna, con la sua voce narrante e la sua musica, ciascuno di noi a guardare nelle profondità delle nostre anime così care al Signore. 7 dialoghi interpretati da “voci” di persone “dei mondi” napoletani e 7 brani musicali sacri cantati dalle corali delle parrocchie napoletane…” Attraverso la voce e il volto di ciascuno, Padre Dolindo racconta l’infinita tenerezza dello sguardo di Dio sul dolore intimo e materiale di ciascuno di noi.  Uno sguardo che infiamma i nostri cuori di quella Luce che si è fatta Carne Dolente per rischiarare il buio della nostra solitudine e si è fatta Pane di Vita, per saziarci di quella certezza di essere uno in Lui…”.

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