venerdì 21 Gennaio 2022
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Santa Luciella, il successo del teschio con le orecchie e restauro antica tela

Napoli. Un pavimento maiolicato, ex voto, un teschio che ti ascolta e una suggestiva cappella che porta nel suo ventre il culto dei morti. Le mani nella storia, un recupero graduale ma stupefacente quello della chiesetta di Santa Luciella, intervento messo in atto dai giovani laureati dell’associazione Respiriamo Arte, guidata dal presidente Massimo Faella, vicepresidente Simona Trudi, Angela Rogliani tesoriere e Francesca Licata manager culturale. Il sito, già noto, ha incassato un successo strepitoso dopo la trasmissione di Alberto Angela “Stanotte a Napoli”, che ha portato quasi 5 milioni di telespettatori nella cappella che si trova in uno dei vicoletti tra San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno.

@foto Barbara Deledda

La suggestiva chiesetta, che risale a poco prima del 1327, fu fondata da Bartolomeo di Capua, giureconsulto e consigliere politico di Carlo II d’Angiò e di Roberto I. La piccola cappellina fu poi presa in custodia dai pipernieri, antichi artisti che scolpivano le pietre dure che abituati a lavorare con scalpello e martello, temendo che le schegge schizzando dalla pietra potessero conficcarsi negli occhi, iniziarono a venerare Santa Lucia, la protettrice della vista e a lei fu dedicata la chiesa. Abbandonata per 30 anni e divenuta ricettacolo di rifiuti è stata riaperta dai soci dell’associazione nel 2019, giovani studiosi che hanno ripulito la cappella e riportata alla luce dopo decenni di oblio. Ma ciò che ha incantato negli ultimi anni i turisti e lo stesso divulgatore scientifico Angela, è stata la scoperta nella cripta della cappella de il teschio con le orecchie. Un cranio a cui probabilmente il tempo e la decomposizione ha portato la sporgenza verso l’esterno delle ossa della parte temporale di entrambi i lati, dando l’impressione, quindi, di avere ancora le orecchie. Da qui le migliaia di richieste di aiuto al defunto che può ancora “ascoltare” i pianti e le implorazioni terrene.

@foto Enzo Pace

Ma il lavoro dei soci dell’associazione non si ferma, anzi sono intenzionati a trasformare questo incredibile luogo in punto di ritrovo culturale per i residenti della zona e turisti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare e non ultimo il restauro della tela di Santa Lucia, un dipinto che ritrae la santa martire, magnifico capolavoro del ‘700, che necessita di riavere la sua luce originaria. «Da quando abbiamo iniziato, l’obiettivo è stato sempre quello non solo di riaprire un sito, ma di preservare, valorizzare e tutelare i beni presenti all’interno – spiega Francesca Licata manager culturale- abbiamo iniziato in 4 e oggi siamo in 14, e con le visite guidate sosteniamo le spese ordinarie. Le offerte, quelle che perverranno dagli Enti privati o quelle devolute dai turisti verranno rinvestite nel progetto di restauro della tela». La “seconda vita” alla tela di Santa Lucia non è l’unico intervento necessario, che in questo momento però è al primo posto, ma anche altre opere in futuro avranno bisogno di essere restaurate. L’appello lanciato è quello di sostenere Santa Luciella e i lavori di restauro che necessitano le opere presenti al suo interno, in “primis” la tela di Santa Lucia.

Per chi volesse sostenere i progetti dell’Associazione Respiriamo Arte

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