HomeCultura e SpettacoliScinneme 'a  'cuollo" il coraggio di Stefania Dei  tra musica e verità ...

Scinneme ‘a  ‘cuollo” il coraggio di Stefania Dei  tra musica e verità   

 

SCINNEME ‘A CUOLLO – Stefania Dei

Testo: Bruno Lanza

Musica: Gennaro Pranzile Jennypranz

Edito da Zeus Record

 

C’è un momento in cui la musica smette di essere solo intrattenimento e diventa urgenza, una linea sottile e luminosa dove la musica incontra la verità. Lì si muove Stefania Dei. È il caso di “SCINNEME ’A CUOLLO”, il suo nuovo singolo, una canzone che scuote, balla, racconta, denuncia.

Una scarica emotiva che si muove tra ritmo e consapevolezza, tra rabbia e libertà. È un brano che non si limita a suonare: vive, respira, si ribella.

Dietro questa fusione di energia e poesia ci sono due bravissimi autori: Bruno Lanza (testo) e Gennaro Pranzile Jennypranz (musica).

Stefania Dei, canta con l’esperienza di chi la musica la vive da dentro. Anni di locali, dischi, prestigiose collaborazioni: la sua voce è sabbia e miele, maturità e istinto.

In Scinneme ’a cuollo non interpreta un personaggio, vive una verità. La verità di tante donne che hanno imparato a reagire, a non accettare più certi soprusi maschili, a rialzare la testa e il cuore. E lo fa con un linguaggio diretto, popolare ma autentico, quello della strada e della vita reale. E il “paraustiello” (termine molto caro all’Esimio Prof. Amedeo Colella) che dà il titolo alla canzone, è un mantra della lingua napoletana che significa in italiano “non starmi addosso, smettila, lasciami in pace”.

Questa canzone diventa specchio, e in quel riflesso ognuno può ritrovare qualcosa di sé.

Bruno Lanza, penna leggendaria della musica d’autore napoletana e italiana (“Mentecuore”, “Amore amaro”, “Un posto al sole”, ecc.), firma parole che tagliano come vetro ma accarezzano come vento.

Pranzile, compositore sensibile e visionario, costruisce invece l’architettura sonora perfetta: una mistura che ricorda la discodance anni Ottanta rivisitata in chiave elettronica moderna, che fonde nostalgia e futuro, corpo e mente, luce e lotta.

Nella musica di Gennaro Pranzile Jennypranz c’è il battito degli anni Ottanta, la “discodance che accendeva le piste”, ma anche una consapevolezza nuova EDM, una produzione moderna che non copia ma reinventa. Una pura architettura emotiva. È una colonna sonora che vibra tra vinile e digitale, tra Napoli e mondo, tra memoria e presente. E sopra quel tappeto sonoro, la voce di Stefania si fa manifesto: calda, potente, umana. Un equilibrio perfetto tra canzone e dichiarazione, tra arte e libertà.

Scinneme ’a cuollo non è una canzone neomelodica, e non vuole esserlo né per struttura, tantomeno per i contenuti. È una canzone che nasce dal popolo ma guarda oltre, che parla di donne ma parla a tutti.

Il suo messaggio è forte, necessario: reagire tenacemente, vivere, respirare la propria libertà.

E farlo anche ballando. Perché sì, è anche un brano che spinge: ballabile, orecchiabile, perfetto per TikTok, per sfottò ironici, per balli di gruppo. Ma dietro la leggerezza del ritmo c’è il peso di una verità che non si può ignorare.

Gli autori ci tengono a sottolineare che in un panorama musicale spesso confuso: “Scinneme ’a cuollo suona come un gesto d’amore e di sfida. È questo il suo segreto.

È così che le canzoni diventano qualcosa di più grande di sé” (Bruno Lanza); “E’ un atto di coraggio espresso in linguaggio musicale, una canzone che mette a nudo la realtà, ma la trasforma in arte popolare” (Gennaro Pranzile Jennypranz); “È la riprova che la musica può ancora dire qualcosa di vero, può ancora curare, può ancora ferire nel modo giusto. E questo è forse il suo miracolo: raccontare la verità con ritmo, far ballare l’emozione, rendere la denuncia un atto di bellezza” (Stefania Dei).

Disponibile su Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon Music e tutte le piattaforme digitali.

Exit mobile version