mercoledì 11 Marzo 2026
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‘Sciolgo’ di Valeria Fittipaldi arte partecipata il 18 febbraio a Napoli

L’opera ‘Sciolgo’ di Valeria Fittipaldi è pensata come dispositivo per un’esperienza di arte partecipata e collettiva.
Tutte e tutti invitati. Un’istallazione monumentale, un corridoio lungo 9 metri il cui attraversamento è ostacolato da 100 corde chiuse con un nodo. I fruitori verranno invitati a interagire con l’opera sciogliendo uno o più nodi. Ciascuno può sperimentare il compimento di una promessa e l’attivazione di una intenzione personale che la performance pubblica apre alla sua valenza sociale e simbolica.
Ospitato dalla Fondazione Foqus ai Quartieri Spagnoli di Napoli e grazie alla collaborazione della Scuola di Scultura e della Scuola di Design della Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, ‘Sciolgo’ chiama a partecipare al primo appuntamento il 18 febbraio 2026 alle ore 18,00, per testimoniare un sostegno alle donne in chiave anti-sessista. Un invito al pubblico a compiere un’azione concreta e fortemente simbolica per farsi artefici di una trasformazione condivisa che richiama la collettività a farsi parte attiva nel contrastare la violenza di genere.
L’azione si articola in tre passaggi: un momento di riflessione condivisa cui segue poi uno di individuazione per ciascuno dei partecipanti di una parola o frase sessista o discriminatoria da cui volersi liberare; e poi l’azione dello sciogliere i nodi.
L’opera è dunque un dispositivo pedagogico che si propone di sensibilizzare le comunità e i diversi gruppi che incontrerà su questioni emergenti come l’uso e il significato delle parole e del loro possibile contenuto violento, discriminatorio e sessista. “Un lavoro– dice la Fittipaldi autrice dell’installazione – attraverso cui provo ad innescare una torsione e una variazione nelle meccaniche sociali che regolano i comportamenti che bloccano l’incontro e le relazioni. I nodi da sciogliere sono tanti e immagino che Sciolgo possa contribuire ad attivare un cambiamento che investe le parole e i gesti”.
“Leggo nella installazione di Valeria Fittipaldi – dice Maria D’Ambrosio – una ricerca che fa sperimentare la plasticità delle forme, la possibilità di agire e trasformare materia e suoi significati. ‘Sciolgo’ infatti suona come l’invito a prender parte ad uno spazio performativo extraordinario dove un’azione partecipata pubblica fa riflettere sul potere delle parole e su quello del gesto da cui può generarsi una promessa che è già cambiamento, slancio propositivo necessario ad una cultura che è pratica del rispetto”.
L’opera ‘Sciolgo’ di Valeria Fittipaldi è pensata come dispositivo per un’esperienza di arte partecipata e collettiva.
Un’istallazione monumentale, un corridoio lungo 9 metri il cui attraversamento è ostacolato da 100 corde chiuse con un nodo. I fruitori verranno invitati a interagire con l’opera sciogliendo uno o più nodi. Ciascuno può sperimentare il compimento di una promessa e che porta alla consapevolezza di aver preso un impegno sociale generando una prima performance pubblica prevista per 18 febbraio 2026, come testimonianza a sostegno delle donne.
Un invito al pubblico a compiere un’azione concreta e fortemente simbolica per farsi artefici di una trasformazione condivisa che richiama la collettività a farsi parte attiva nel contrastare la violenza di genere.
A questa azione sono chiamati a prendere parte sia uomini che donne.
L’azione si articola in tre passaggi: un momento di riflessione; uno di elaborazione di una promessa, attraverso la quale i partecipanti si impegnano a smettere di pronunciare frasi sessiste o discriminatorie; il gesto conclusivo è sciogliere il nodo.
L’opera è dunque un dispositivo pedagogico che si propone di sensibilizzare le comunità e i diversi gruppi che incontrerà su questioni emergenti relative alla violenza e al sessismo, perché prova ad innescare una torsione e una variazione nelle meccaniche sociali che regolano i comportamenti sessisti e discriminatori. ‘
Sciolgo’ è l’invito a prender parte ad uno spazio performativo extraordinario dove un’azione partecipata pubblica fa riflettere sul potere delle parole e su quello del gesto da cui può generarsi una promessa che è già cambiamento, slancio propositivo necessario ad una cultura del rispetto.
Valeria Fittipaldi, classe ’65, presente in diverse mostre collettive, opera con diversi linguaggi – installazione, scultura, suono, video e performance – al fine di liberare le donne dagli stereotipi limitanti. Iscritta al Biennio Specialistico in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dà voce, e amplifica un disagio spesso silenzioso che incide sulla libertà di espressione e sulla quotidianità. studi e ricerche sostenuti dalla Professoressa Rosaria Iazzetta coordinatrice della Scuola di Scultura,
la collaborazione Scuola di Design della Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e
Questo rappresenta il cuore della sua ricerca artistica.

L’incontro del 18 febbraio vedrà anche Con la partecipazione dell’Avv. Olga Izzo,la partecipazione della Consigliera Consigliera di di Parità della Ccittà Metropolitana di Napoli. Invitate anche rappresentanti di istituzioni e associazioni.,

studi e ricerche sostenuti dalla Professoressa Rosaria Iazzetta coordinatrice della Scuola di Scultura,
la collaborazione Scuola di Design della Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e
l’ospitalità di Fondazione Foqus Quartieri Spagnoli.

Valeria Fittipaldi, napoletana classe ’65, presente in diverse mostre collettive, opera con diversi linguaggi – installazione, scultura, suono, video e performance. Il cuore della sua ricerca incarna la voglia di liberare le donne dagli stereotipi limitanti. I suoi lavori danno voce e amplificano un disagio spesso silenzioso che incide sulla libertà di espressione e sulla quotidianità. L’installazione ‘Sciolgo’ è parte del suo lavoro di tesi guidato da Rosaria Iazzetta docente e coordinatrice della Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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