mercoledì 8 Dicembre 2021
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Sicurezza scuola, la rabbia delle mamme di San Giuseppe Vesuviano

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. Sicurezza scuola, la rabbia delle mamme di San Giuseppe Vesuviano. Ristrutturazione dell’edificio scolastico e abbattimento delle barriere architettoniche è quello che chiedono un gruppo di mamme del II Circolo didattico frazione San Leonardo, per rendere sicura la scuola dei loro figli e usufruibile per gli alunni portatori di handicap.

Rabbia, sgomento e paura è quello che le mamme degli alunni della scuola d’infanzia e primaria del II Circolo didattico di San Giuseppe Vesuviano frazione San Leonardo, da circa un decennio, provano quotidianamente quando accompagnano i loro bambini a scuola. Risaputo che l’edilizia scolastica in Italia non è delle migliori in quanto ci troviamo di fronte  a vecchie strutture, con cattive manutenzioni sia ordinarie che straordinarie, colpa di negligenze del passato o per mancanza di sostegni  economici. Ma le mamme sangiuseppesi non ci stanno e non vogliono restare a guardare, anzi un gruppo di loro si è fatto promotore della lotta. Primo step della protesta è stato un esposto indirizzato all’ufficio tecnico del Comune per fornire la scuola di mezzi necessari per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Dopo un sopralluogo di un perito è stata messa la rampa per disabili, in modo da facilitare l’accesso scolastico ai bambini portatori di handicap, ma a detta delle mamme nulla più è stato fatto. “Granata pesante” per l’istituto è la presenza di una canna fumaria in Eternit, cemento- amianto utilizzato in passato nel campo edilizia come materiale da copertura o come coibentazione di tubature, che purtroppo è noto alla popolazione per gli effetti dannosi sulla salute. L’inalazione delle polveri generate dell’usura dei materiali in Eternit può provocare asbestosi, malattia polmonare cronica, più comunamente conosciuta come una grave forma di cancro pleurico con un periodo di incubazione di circa 30 anni. Purtroppo, è anche risaputo, che proprio per la particolarità di questi materiali lo smaltimento ha costi elevati per le amministrazioni comunali. Le donne denunciano, inoltre, infiltrazioni d’acqua nelle pareti dell’istituto, cedimento strutturale del cornicione, e, di recente è caduto un pino che si è abbattuto sull’inferriata. Riferiscono poi, che stamane un perito del Comune, dopo un altro sopralluogo, ha promesso che a breve verrà asfaltato il tetto  della struttura per evitare ulteriori infiltrazioni d’acqua, ma che per gli altri lavori di manutenzione bisognerà aspettare l’espletamento di pratiche burocratiche non dipendenti dall’Ente. Una mamma G.E dichiara: “Siamo preoccupate per la situazione di precarietà in cui versa la scuola dei nostri figli. Il Comune ha disposto che la struttura è agibile – conclude – per noi mamme che quotidianamente ci rechiamo lì, non è così”. Il gruppo auspica che anche le altre mamme si uniscano a loro, perché più voci possano arrivare in alto e smuovere gli organi competenti affinché i loro figli possano avere una scuola sicura e  agevole soprattutto per chi si trova in una situazione di disagio.

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