Sant’Anastasia. Soldi della collettività per pagare una querela. Accade a Sant’Anastasia dove la giunta ha approvato (la delibera n° 34 del 18 febbraio) con la quale dà mandato all’avvocato del Comune per querelare pagina Facebook “Sant’Anastasia OGGI”, del suo fondatore e gestore Ciro Colombrino. Dopo le querele al consigliere comunale Mario Gifuni l’esecutivo guidato dal sindaco Carmine Esposito continua su questa strada con Colombrino. In particolare nella determina si legge che: “Il 22/12/2025 è stato pubblicato sulla pagina Facebook “Sant’Anastasia OGGI”, fondata e gestita dal sig. C.C., un post dal titolo “50 Sfumature di corruzione; il “sistema Sant’Anastasia” tra palazzi e affari”, il quale gettava ombre sull’operato dell’amministrazione comunale insinuando presunte violazioni dei principi di legalità, trasparenza ed imparzialità; – in particolare, nel suddetto post si fa riferimento ad un “meccanismo collaudato tra politica, tecnici e imprese” nell’ambito delle procedure di gara indette presso l’Ente, laddove la parte politica garantirebbe carriere ai “funzionari compiacenti” e favorirebbe gli imprenditori “amici” in cambio di “pacchetti di voti e fedeltà elettorale”, l’Amministrazione,
definita “braccio tecnico” eseguirebbe alla lettera gli ordini politici, creando bandi su misura per favorire determinate
ditte ed ostacolarne altre ed, infine, le imprese compiacenti che incasserebbero l’appalto alimentando il detto
sistema e danneggiando la sana concorrenza”. Affermazioni che secondo sindaco e assessori essendo pubblicate sul web e quindi accessibili a chiunque, “sono suscettibili di gettare discredito su questo Ente e sulla sua immagine, nonché sulla reputazione professionale degli amministratori, dei funzionari e dei dipendenti degli uffici comunali i quali, attraverso la diffusione di quell’articolo, diventano agli
occhi dell’opinione pubblica, responsabili di gravi condotte volte ad eludere i principi di trasparenza, imparzialità e
correttezza che gli uffici pubblici sono tenuti a garantire”. Per la giunta Esposito si ravvedono nelle parole pubblicate da Colombrino gli estremi per la diffamazione aggravata dall’uso dello strumento della pubblicità. Ragion per cui ritenuto “che l’interesse a ristabilire la credibilità nelle istituzioni pubbliche impone il recupero di una percezione sociale di correttezza, buon andamento ed imparzialità dell’operato del Comune di Sant’Anastasia” la decisione di querelare Colombrino e ” terzi ignoti, eventualmente coinvolti nella condotta delittuosa lesiva dell’immagine e della reputazione professionale degli amministratori, dei funzionari e dei dipendenti comunali” e di dare incarico all’Ufficio Avvocatura del Comune, l’avvocato Antonietta Colantuoni di redigere e depositare la querela in Procura. Legittimo decidere di difendersi da eventuali frasi denigratorie, viene da chiedersi però perchè sindaco e assessori non abbiamo scelto di pagare di tasca propria un avvocato e invece usufruire di quello pagato dai cittadini e in servizio presso il Comune. Oltre al fatto che querelare chiunque, come Gifuni e Colombrino non la pensi come la giunta Esposito non influenzi pesantemente la democrazia in una città in cui anche esprimere un’opinione può diventare “oneroso”.




