SOMMA VESUVIANA. Palio di Somma Vesuviana, la riflessione di Alessandro Masulli.
Inseguire un sogno non sempre è facile: spesso ci si trova ad affrontare mille ostacoli.
Molti di noi abbiamo e custodiamo un sogno nel cassetto, un obiettivo che consideriamo grande e che cerchiamo di coltivare sin dalla nostra infanzia, nascondendosi dentro di noi. Il titolo, scelto per questo 26^ Palio 2016, Somnium, porta immancabilmente a pensare immediatamente al filosofo tedesco Ernest Bloch che affermava, nel suo pensiero, che chi sogna esige un mondo migliore, il sogno è qualcosa che tende in avanti, che tende oltre. Ebbene anche un popolo ai suoi sogni.
La nostra città è un capolavoro che va ben aldilà di ciò che si può osservare. Non è campanilismo, ma è un atto di amore per il nostro territorio, che va riformulato pensando immediatamente alle generazioni future. Come ho sempre accennato, nella sua lunga storia Somma Vesuviana si è sempre distinta come una città speciale, protagonista di primo piano per le sue innumerevoli vicende storiche e per aver dato i natali a personalità che hanno lasciato un segno indelebile nella storia locale, regionale e nazionale. Allora quale potrebbe essere un nostro sogno-desiderio? Una città che pensi finalmente a un nuovo sviluppo urbano maggiormente vicino all’idea del bene comune, dove esistono finalmente tanti e non pochi servizi sociali, spazi per l’apprendimento e nuovi bisogni sociali soprattutto per la popolazione più povera. Una città dove si abita nel senso più compiuto del termine, dove cioè si ha un luogo privato per vivere, la casa, e un luogo pubblico, la città, che è destinato alla soprattutto alla socializzazione.
In tanti anni le classi dirigenti, a dir la verità, non hanno investito grandi risorse per migliorare il nostro ambiente, forse ci raccontano che non ci sono risorse, ma noi ci crediamo e continuiamo a sognare. E in tutto questo il Palio rappresenta ormai per i cittadini Sommesi una grande occasione sia di forte aggregazione sociale sia di riscoperta delle proprie tradizioni storiche. Un evento che non solo contribuisce a portare alla luce un vecchio patrimonio, ma soprattutto a promuovere lo sviluppo di un territorio di cui intende mettere in luce caratteri e peculiarità. L’obiettivo, quindi, è quello di conservare e, là dove è necessario, recuperare l’identità culturale della nostra comunità, contribuendo definitivamente a favorire ancor più la crescita delle capacità umane e intellettive di questo territorio e a creare finalmente una città da “sogno”.
Alessandro Masulli






