venerdì 3 Febbraio 2023
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Teatro Bellini, dal 26 gennaio “Brigata Miracoli”

Napoli. Quartieri. Palazzi. Strade. Giorni nostri. 5 personaggi. Il mito di Afrodite, che nel suo incontro con l’umano Anchise diede alla luce Enea, dando inizio così alla stirpe degli eroi, viene rielaborato: Afrodite è riassegnata ad un quartiere popolare e la sua “sparizione” innesca un cortocircuito nella comunità.
Se nella concezione classica gli dèi greci non sono persone con una propria identità ma potenze e forze che agiscono assumendo poliedriche forme, come delle voci che  muovono l’essere umano e che finiscono per essere quindi “il motore del mondo”, quali sono le divinità del nostro tempo?
Amazon, instagram, Google, Inditex sono nuove divinità: le voci che plasmano le nostre individualità e che ci inducono a percepirci come i nuovi eroi della modernità.
In questo scenario la giovane Afrodite è “scomparsa” ma il suo riflesso continua a muovere le cinque piccole vite della sua “brigata”, dove l’ideologia della competizione, la ricerca dell’eterna giovinezza, la pornografia della bellezza, l’ossessione per il gioco, il divertimento ed il piacere sono usati come mezzi di dominazione, espressione di un disamore diffuso.
Come può quindi tutto il quartiere gridare al miracolo?

 

Prezzi: a partire da 15 €

Durata: 90 minuti

 

La genesi di BRIGATA MIRACOLI parte prendendo in analisi la figura di Afrodite che – nel suo incontro con l’umano Anchise – diede alla luce Enea, dando inizio così alla stirpe degli eroi.

“Gli eroi non sono immortali, ma sono molto più forti, molto più belli, più potenti –  ma spesso più ambigui, pericolosi e crudeli – degli umani.” CIT.

Nel nostro BRIGATA MIRACOLI ad Enea è stato assegnato il sesso femminile, innescando un corto circuito all’interno della tribù-Olimpo dal quale proviene. Al femminile è quindi riconsegnata tutta la potenza eroica e divina; ma ci siamo subito chiesti quali potessero essere invece le divinità del nostro tempo: quale montagna scaliamo ogni giorno per raggiungere l’altare dal quale pregare?

Le nostre divinità oggi sono tutte espressioni del consumismo e della capitalizzazione delle emozioni, così ogni personaggio di BRIGATA MIRACOLI si ispira ad una divinità classica, ormai corrosa e totalmente umanizzata.

Il punto di svolta durante il lavoro è però arrivato imbattendoci negli studi di una neuropsichiatra,  Suzanne O Sullivan che in “The Sleeping Beauties” raccoglie le testimonianze e delinea i contorni di una sindrome tutta moderna: la sindrome della rassegnazione. La neuropsichiatra si è infatti recata in Svezia studiando un fenomeno tutto nuovo e senza precedenti scientifici. Si sono registrati tantissimi casi di giovanissime donne, figlie di immigrati richiedenti asilo, che hanno iniziato ad addormentarsi – per settimane, mesi e in alcuni casi anni – senza mai risvegliarsi. La comunità scientifica non è riuscita però ad identificare le cause cliniche specifiche, inserendo questa sindrome dentro il largo e indefinito insieme delle malattie psicosomatiche: trattandosi di qualcosa che appare simile ad un coma ma che nella sostanza è quasi un addormentamento prolungato, i soggetti colpiti restano intrappolati in un lungo sonno non manifestando complicazioni particolari e, non essendoci cure possibili, rimangono affidati alle famiglie che li  ‘custodiscono’ in attesa di un risveglio.

Ma il vero punto cruciale negli studi della neuropsichiatra si manifesta  nelle conclusioni a cui arriva, perché ribalta totalmente il punto di vista dal quale guardiamo ad alcune malattie psicosomatiche. La scienza infatti è abituata a ricondurre a queste malattie delle cause spesso solo psicologiche dell’individuo nel suo interagire con fattori esterni, ma trattandosi in questo caso di un gruppo di persone con caratteristiche sociali e con un background molto simile, Suzanne O Sullivan sposta l’attenzione non più sui fattori individuali scatenanti ma su quelli sociologici.

La Sindrome della rassegnazione si manifesta dove c’è un’insufficienza istituzionale, un senso di irreversibilità. Un vuoto ed una frammentazione incolmabile e non si può semplicemente parlare di malattie legate all’individuo ma manifestazioni di una malattia della società.Da questa prospettiva gli individui sono costretti a a “schermarsi” addormentandosi, per potersi salvare.

BRIGATA MIRACOLI è l’Olimpo che ha smarrito le sue divinità. Un vero avamposto di resistenza e contraddizioni: un quartiere popolare che fa del suo essere tribù la sua salvazione. Ma il fuoco attorno al quale si raccoglie questa tribù è lo specchio della Luna, un canale televisivo.
Afrodite è persa; la Luna subisce uno spegnimento: così d’improvviso l’intera comunità si percepisce come espulsa dal paradiso e l’unico obiettivo sarà quello di ritornarci.

Come nei casi delle ragazzine in Svezia, si è appurato che l’unica forma di guarigione dalla Sindrome della Rassegnazione è riconducibile al ripristino della speranza.

ENEA nella nostra storia è FEMMINA ed è la chiave: indotta a dover seguire le orme della madre per ripristinare una “Nuova Luna”, avvierà una sua personale rivoluzione eroica, superando il meccanismo (della modernità) che la incastra ed usandolo a vantaggio.

Su vari piani, la nostra è una riflessione sui medium più che sui contenuti e sulla loro sovrabbondanza. I medium come forma identitaria. Da sempre il TEATRO è uno dei più potenti e trascurati.

BRIGATA MIRACOLI è quindi anche un cortocircuito tra analogico e digitale; tra un’umanità che non si fa corrompere ed una già interamente digitalizzata.

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