giovedì 12 Febbraio 2026
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Torre Annunziata, salute tradita: fondi a rischio per la Casa di Comunità

Il progetto da 3,45 milioni per l’ex ospedale civile è bloccato nonostante l’emergenza povertà sanitaria. La scadenza Ue del marzo 2026 incombe, rimbalzo di accuse tra Governo e Regione mentre rimane su carta la promessa di un consiglio comunale sulla sanità

I soldi del PNRR per la sanità svaniscono nel nulla, mentre la povertà sanitaria avanza. E la Casa di Comunità di piazza Ernesto Cesaro, quel presidio di prossimità tanto atteso dai cittadini, rischia di restare solo un progetto da 3 milioni e 450mila euro mai decollato. Mentre l’Italia corre verso la scadenza del 31 marzo 2026 imposta dall’Europa – appena qualche mese utile per invertire una rotta ormai segnata – qui in Campania si naviga a vista, tra ritardi colpevoli, fondi in bilico e promesse non mantenute.

I numeri, del resto, parlano chiaro. Secondo gli ultimi report della Corte dei Conti – l’organo che vigila sulla regolarità della spesa pubblica – la Campania è in forte ritardo sull’attuazione delle Case della Comunità previste dal PNRR. Un piano che dovrebbe rivoluzionare l’assistenza sanitaria di base, avvicinando i servizi ai territori, ma che stenta a tradursi in cantieri aperti e strutture operative. In tutta la regione, solo una minima parte dei progetti risulta effettivamente avviata. Il rischio concreto? Perdere i finanziamenti europei già stanziati, con il conseguente obbligo di restituirli.

Un fallimento che si sommerebbe a un quadro sanitario già drammatico. I dati sulla cosiddetta povertà sanitaria dipingono un’Italia dove sempre più persone, schiacciate dalle liste d’attesa infinite e dai costi di medicine e visite specialistiche, rinunciano a curarsi. Sono oltre 6 milioni gli italiani che, secondo le ultime rilevazioni, hanno dichiarato di aver dovuto posporre o abbandonare le cure per motivi economici. Un esercito di invisibili costretto all’automedicazione o a rivolgersi al mercato privato, un lusso che in tanti non possono più permettersi.

A Torre Annunziata, la situazione assume toni ancor più paradossali. L’intervento riguardava l’ex ospedale civile di piazza Ernesto Cesaro: un simbolo per la città, un luogo carico di storia, di cura, di attenzione che avrebbe dovuto rinascere come polo sanitario di prossimità. Tre milioni e 450mila euro per restituire ai cittadini un presidio fondamentale, soprattutto in un’area storicamente carente di servizi. Invece, nulla è stato fatto. Il progetto è fermo, i fondi – già assegnati – oggi sono seriamente a rischio revoca.

Eppure, non mancavano le rassicurazioni. Anzi. Nel maggio 2024, il neoeletto sindaco promise pubblicamente un Consiglio Comunale dedicato interamente alla sanità, con particolare attenzione proprio alla Casa di Comunità. Un atteso momento di confronto e trasparenza, annunciato con grande enfasi. Quel consiglio, però, non si è mai tenuto. Non si chiedeva al primo cittadino di imitare gesti eclatanti come quello del collega di Isernia, che si è accampato fuori l’ospedale per protestare contro il ridimensionamento. Si aspettava semplicemente che si facesse portavoce delle ansie di una comunità sempre più sofferente. Sarebbe potuto essere un segnale potentissimo di un’amministrazione vicina alle esigenze dei suoi cittadini, pronta a combattere insieme a loro per una sanità più giusta.

Ora la partita si gioca sul filo del tempo, in attesa di un miracolo o di una proroga poco probabile. E come sempre, quando governo e regione iniziano il solito, deprimente gioco del rimbalzo di responsabilità, vale il vecchio adagio: tra i due litiganti, il terzo – il cittadino – non gode, ma soffre. È la collettività, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto di questi ritardi e di queste promesse non mantenute, costretta a rinunciare a servizi essenziali mentre i soldi tornano a Bruxelles. Con quei 3 milioni e 450mila euro se ne va così l’occasione di restituire a Torre Annunziata un presidio sanitario moderno e accessibile, un’occasione che rischia di trasformarsi in un altro rimpianto in una lunga lista di occasioni perse.

Giancas

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