I colori della pace dipingono il grigio del degrado e i pericoli di una città non a misura di bambino
Torre Annunziata ha vissuto ieri una giornata che racchiude in sé tutta la contraddizione di questa terra, sospesa tra i colori dei sogni dei bambini e il grigiore di una città che li tradisce. La sesta edizione della Sfilata Cittadina di Carnevale, promossa con tenacia dall’associazione Piccoli Passi Grandi Sogni della Casa dei Salesiani, ha visto la partecipazione di centinaia di alunni delle scuole elementari che, armati di canzoni e canzoni, hanno invaso le strade in un corteo festoso che dallo Stadio Giraud ha raggiuto piazza Nicotera.
La manifestazione era stata posticipata per il maltempo, ma il cielo terso di questo giovedì è solo servito a illuminare meglio uno scenario desolante fatto di cumuli di rifiuti abbandonati lungo il percorso, una ferita aperta causata certamente dall’inciviltà di troppi cittadini, ma resa ancora più profonda dall’assenza di un piano di pulizia straordinario che un’amministrazione attenta avrebbe dovuto garantire per un evento di tale portata sociale. Munnezza ad ogni angolo, a ringraziare il contributo svolto dagli alunni delle scuole per la realizzazione del calendario della Primavera.
Il cammino della sfilata è stato un vero e proprio slalom tra auto e moto in sosta selvaggia, un ostacolo che non è solo una questione di decoro ma un preciso rischio per la sicurezza di centinaia di giovanissimi. Nonostante il dettagliato piano presentato dagli organizzatori, la macchina comunale non è riuscita a liberare il percorso, lasciando che le lamiere dei veicoli diventassero potenziali trappole in mezzo alla folla festante. Questa negligenza ha costretto chi vigilava a un lavoro doppio, dimostrando come spesso a queste latitudini la buona volontà dei singoli debba colmare i vuoti lasciati da chi ha il dovere di garantire l’incolumità durante le manifestazioni pubbliche.
Il momento più amaro si è consumato all’arrivo in piazza Nicotera, dove lo spazio destinato al raduno finale si è presentato agli occhi dei partecipanti con un’insidia paradossale. Al centro della piazza, proprio dove i bambini avrebbero dovuto giocare in libertà, svettavano due totem per la distribuzione elettrica, autorizzati da qualche solerte dirigente, lasciati in condizioni di assoluta pericolosità, con il rischio concreto di folgorazione per chiunque si fosse avvicinato troppo. È difficile comprendere come si possa immaginare una piazza dedicata agli eventi pubblici occupata da installazioni così rischiose e non protette, un simbolo di quell’approssimazione che troppo spesso mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini – in questo caso dei più piccoli – nel silenzio delle autorità competenti.
Ancora una volta Torre Annunziata si conferma, con brutale evidenza, una città che non è a misura di bambino, così come non lo è per i disabili o gli anziani, fasce deboli costrette a muoversi in un ambiente urbano che sembra respingerle piuttosto che accoglierle. Eppure, nonostante la spazzatura, le auto d’intralcio e i pericoli elettrici, la giornata si è conclusa con il trionfo dei sorrisi e dei messaggi di pace lanciati dagli alunni delle scuole elementari, sordi al rumore dei conflitti che scuotono il mondo. Questo miracolo quotidiano è stato possibile solo grazie all’impegno instancabile dei responsabili della Casa dei Salesiani, insieme ai ragazzi del servizio civile e agli animatori dell’Oratorio, in collaborazione con gli istituti scolastici oplontini. La loro dedizione, unita alla presenza costante sul campo dei Carabinieri, della Polizia, della Municipale e della Misericordia, ha eretto un muro di protezione attorno alla felicità dei ragazzi, dimostrando che a Torre Annunziata sono presenti istituzioni attente che insieme alle realtà associative sono capaci di colmare le lacune di chi chiede piani di sicurezza dettagliati ma che non restituisce la stessa capacità di proteggere i suoi cittadini.
Giancas











