domenica 25 Settembre 2022
HomeCultura e SpettacoliTrilogia della Celtica, il libro di Nicola Rao

Trilogia della Celtica, il libro di Nicola Rao

SCAFATI. Il centro di diffusione librario Mare Nero e la Comunità organica di Popolo hanno organizzato la presentazione del libro Trilogia della Celtica, di Nicola Rao, giornalista Rai e responsabile della Testata giornalistica Regionale del Lazio.

Alla presentazione del libro, un evento culturale che ha visto una grande partecipazione di pubblico e della stampa, erano presenti oltre all’autore, l’assessore alla Cultura del Comune di Scafati, Antonio Fogliame, l’attrice Margi Villa, il giornalista di Notte Criminale Giuseppe Parente ed il responsabile del centro di diffusione libraio Mare Nero Mariano Falcone. L’evento si è tenuto presso la Cappella Santa Barbara del Polverificio Borbonico di Scafati.

La Trilogia della Celtica afferma Mariano Falcone, responsabile del centro di diffusione librario Mare Nero, raccoglie in un unico volume tre libri scritti da Nicola Rao e pubblicati da Sperling & Kupfer intitolati la Fiamma e la Celtica, Il sangue e la Celtica, il Piombo e la Celtica.

Siamo di fronte, continua Falcone, ad una indagine meticolosa e capillare, condotta sulla base di fonti di prima mano, spesso inedite, sulla “galassia nera”nelle sue diverse e spesso divergenti sfaccettature,dal fascismo clandestino post seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, al fascismo definito del terzo millennio.

Un interessante viaggio, afferma Falcone, dove il lettore può ammirare una ricostruzione sia storica che umana di eventi  che hanno caratterizzato la  nostra storia repubblicana e grazie a testimonianze dirette, simpatici aneddoti conoscere gioie e dolori, lacrime ed amicizie di un mondo, quello “neofascista”,per troppo tempo criminalizzato, emarginato, odiato.

Dopo i saluti di Antonio Fogliame, assessore alla Cultura del Comune di Scafati, a dialogo con l’autore ci saranno l’attrice Margi Villa, il giornalista di Notte Criminale Giuseppe Parente ed il responsabile del centro di diffusione libraio Mare Nero Mariano Falcone.

 

 

La Trilogia della Celtica

La Trilogia della celtica raccoglie in un unico prezioso volume,con aggiornamenti e nuovo materiale, i tre libri di Nicola Rao ( La Fiamma e la Celtica, Il sangue e la celtica, Il piombo e la celtica) editi dalla casa editrice Sperling e Kupfer. Collana dedicata alla storia del neofascismo italiano, dal fascismo clandestino post seconda guerra mondiale, ai centri sociali di destra ed ai cosiddetti fascisti del terzo millennio.

Una indagine attenta e scrupolosa, condotta sulla base di fonti di prima mano, spesso inedite, sul variegato mondo della destra italiana, nelle sue varie sfaccettature.

Nicola Rao, a mio modesto parere, da vero giornalista, ha ricercato il punto di vista di personaggi i cui nomi avevo letto sui giornali e sentito nei telegiornali decine di volte. Uomini dipinti come folli visionari, pericolosi terroristi, spietati assassini, ma che gli apparivano,in quelle pagine, come persone normali. Da un attenta lettura de la Trilogia della celtica, si possono scoprire punti di vista assolutamente inediti, situazioni ed episodi, curiosi confusi e talvolta banali, ma anche un dettagliato ritratto di una generazione di militanti politici che avevano portato, al limite estremo, l’eredità di una seconda guerra civile e della resistenza.

Primo libro di questa trilogia è la Fiamma e la Celtica, sessanta anni di neofascismo da Salò ai centri sociali di destra risultato di un lavoro dell’autore di durata decennale, cominciato nel 1995 e terminato nel 2006. Un decennio di scavo, nell’anima più vera ed autentica del neofascismo italiano, in tutte le sue declinazioni, che ha portato l’autore ad incontrare ed intervistare decine e decine di persone, molte delle quali, anche per ragioni anagrafiche, non ci sono più. Davvero interessanti sono i tre lunghi capitoli sulla saga milanese di San Babila, ed il diario di Emanuela che a soli 14 anni, nel novembre del 1977 diventa militante di Lotta Studentesca, vivendo questa sua esperienza di impegno politico in maniera totalizzante, fino all’ottobre del 1980, quando muore un suo fraterno amico Nanni De Angelis. Il primo libro della trilogia si conclude con un capitolo dedicato ai centri sociali di destra, ai fascisti del terzo millennio di Casa Pound ed al neo squadrismo mediatico. L’autore ha avuto la fortuna di raccogliere e riportare le ultime testimonianze di grandi vecchi del neofascismo come Ernesto De Marzio, di Ernesto Massi, leader storico della sinistra missina, registrando ricordi e riflessioni di due enfant prodige del neofascismo del dopo guerra come Enzo Erra e Pino Rauti.

Il secondo libro della trilogia, intitolato il Sangue e la Celtica, concentrato sul ventennio 1953-1974, un lungo ed interessante percorso dagli anni ’50,dai primi gruppi che si riuniscono attorno a vecchi nostalgici del ventennio, con l’idea di vendicare piazzale Loreto, di rivendicare l’italianità di Trieste, passando attraverso agli anni 60, quelli della lotta al “pericolo rosso”,dalla contestazione giovanile che scoppiava nelle piazze, nelle scuole, nelle università. Fino ad arrivare, al funesto periodo della tensione: la bomba a piazza Fontana, madre di tutte le stragi, Piazza della Loggia, la bomba sull’Italicus. A differenza di altri autori che hanno trattato lo stesso argomento, Nicola Rao, pur basandosi su sentenze giudiziarie, ha scelto di far parlare i protagonisti, da lui stessi intervistato.

Da Stefano Delle Chiaie, a Guido Paglia, da Mario Tuti, a Nico Azzi, a Fabrizio Zani, fino alle rivelazioni, vere o presunte, di Angelo Izzo, che ha raccolto le confidenze di altri esponenti del variegato mondo neofascista.

 

Il piombo e la celtica, ultimo libro di questa interessante trilogia, ha un grande merito, quello di addentrarsi nei meandri più oscuri e violenti degli anni sessanta, cercando di far rivivere l’humus, il clima che si respirava all’epoca. Dall’omicidio dello studente greco Mikis Mantakas, militante del Fuan, ucciso nei giorni in cui si celebrava il processo per il Rogo di Primavalle, il terrificante incendio, in cui, il 16 aprile 1973, morirono arsi vivi, Stefano e Virgilio Mattei figli del segretario della sezione missina del quartiere alla fine della stagione dei Nar nella prima metà degli anni 80.

Un romanzo che inizia con quella mattina del 28 aprile 1975. Una mattina in cui, giovani di destra e di sinistra, scesero in piazza esclusivamente per cercare uno scontro. La morte di Mikis Mantakas diventa l’innesco per una spirale di violenza che, la politica, la linea del partito, gli anziani dei movimenti non riescono a contenere. Giovani militanti coraggiosi, con dentro la rabbia per gli scontri con i “compagni”, per la sensazione di emarginazione politica e sociale vissuta nelle scuole, nell’università. Ma anche tanto orgoglio, figlio della sensazione di difendere principi e valori.

Nel libro viene spiegata la frattura che si delinea tra Almirante e quei giovani che iniziarono ad usare la croce celtica come proprio simbolo, la nascita dello spontaneismo armato che animava i giovani dei Nuclei Armati Rivoluzionari( i fratelli Fioravanti, Francesca Mambro, Anselmi, Alibrandi) e la lunga scia di sangue che segue: poliziotti, magistrati, ignari passanti uccisi da colpi di rimbalzo, ex camerati definiti traditori e la loro fine. Due sono gli episodi cardine di tutto il racconto: la strage di Acca Larenzia, avvenuta il 7 gennaio 1978, per cui nei gruppi della destra istituzionale e radicale si fortifica la convinzione di essere soli contro tutti, e la strage di Bologna che le sentenze consolidate attribuiscono ai Nar ma che come spiega Nicola Rao,è una vicenda con troppi punti ancora da chiarire. Da un attenta lettura della Trilogia della Celtica, si evidenziano 2 messaggi, forti e chiari per la loro semplicità : rispettare il pensiero di chiunque, anche di chi non la pensa come noi e mai più morire di politica. Messaggi che non posso non condividere.

Abbiamo bisogno di un piccolo favore

Nel 2020, 2 milioni 145mila persone hanno letto gli articoli de La Provincia Online. Eppure, siamo rimasti tra i pochi giornali online non a pagamento e lo abbiamo fatto perché siamo convinti che tutti meritino l'accesso ad una informazione corretta e trasparente. Ma stiamo subendo anche noi gli effetti una crisi economica senza precedenti, eppure abbiamo continuato a migliorarci, a studiare nuove rubriche e trasmissioni per la nostra webtv (che trasmette per ora sulla nostra Pagina Facebook). Per continuare a fare giornalismo di inchiesta, in un territorio difficile come il nostro, adesso abbiamo bisogno di voi lettori. Non abbiamo proprietari milionari. Il nostro giornale è libero da influenze commerciali e politiche e così vogliamo restare. Voi con il vostro piccolo aiuto economico ci permetterete di mantenere la nostra indipendenza e libertà. Un piccolo o grande aiuto che permetterà alla Provinciaonline di continuare ad informarvi su quello che tanti non vogliono dirvi.

Articoli recenti