Si è respirata un’aria di profonda armonia, amicizia e vivacità intellettuale ieri, 29 novembre, presso la Libreria Raffaello di Napoli, dove si è tenuta la presentazione de “La solitudine del riccio” di Marco Giangrande
Il romanzo edito da Casa Editrice Il Filo di Arianna è stato al centro di un incontro letterario arricchito da un dialogo intimo, stimolante, che ha coinvolto il pubblico anche emozionandolo.
A moderare l’incontro il giornalista, capocronista de Il Mattino, Gerardo Ausiello, che ha saputo dirigere il dibattito con equilibrio, esaltando i temi cruciali del romanzo. Al suo fianco, la giornalista e scrittrice Nunzia Marciano e il giornalista e scrittore Antonio Menna hanno arricchito la discussione con prospettive complementari, offrendo spunti che hanno toccato tanto l’aspetto narrativo quanto quello sociale e umano insito nelle pagine di Giangrande. L’impressione è stata quella di una vera e propria sinfonia di intenti, dove l’elogio alla letteratura si è unito all’analisi lucida del mestiere di scrivere e raccontare, spesso intrecciando il romanzo con fatti realmente accaduti. L’autore stesso, Marco Giangrande, ha partecipato al dibattito con umiltà e passione conquistando i presenti attenti, senza svelare l’enigma che avvolge i suoi personaggi, ma raccontando fatti importanti della sua vita che hanno conquistato l’attenzione e il cuore dei presenti.
“La solitudine del riccio” ci introduce a Luca, un timido funzionario della Farnesina, la cui vita tranquilla viene stravolta dall’incontro/scontro con Sara, attivista ONG determinata ed esuberante. Il loro corteggiamento, descritto come “lungo, goffo e impacciato”, è solo l’inizio di una parabola esistenziale e professionale che li condurrà fino all’Ambasciata di Dakar, in Senegal.
Il romanzo si configura come un affascinante “cammino” che intreccia le ambizioni personali con le sfide del mondo, in un contesto africano descritto come “fiero, colorato e ricco di umanità“. Giangrande non si limita a disegnare una storia d’amore, ma la incastona in un vibrante contrasto dove le vicende alternano “emozioni profonde” e “situazioni esilaranti,” come emerso anche dal dialogo dei relatori. Ogni capitolo si chiude con un interrogativo, mantenendo una tensione narrativa costante.”La solitudine del riccio” si presenta come una lettura interessante per chi ama viaggiare ma soprattutto per chi vuole sorridere e riflettere.

