venerdì 25 Giugno 2021
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Vertenza ADiSU, precari usa e getta. La Regione Campania taglia i fondi, a pagarne è il diritto allo studio

Lettera Aperta al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Precari qualificati usa e getta: la Regione taglia i fondi e a pagarne è il diritto allo studio”. Annunciato per il 9 novembre il licenziamento di quindici unità dell’azienda pubblica A.Di.Su

Napoli – Protestano i precari dell’A.Di.S.U. “l’Orientale” (Azienda per il Diritto allo Studio Universitario), dopo i paventati licenziamenti degli ultimi giorni da parte dell’Ente di via Santa Lucia. Ferma la protesta, che ha prodotto una lettera aperta al Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, tesa ad evitare l’amaro epilogo.

Nella lunga e articolata missiva i lavoratori fanno appello alla sensibilità del governatore con l’intento di catturare l’attenzione di De Luca su due temi a lui molto cari: il diritto allo studio universitario e il precariato.

Attualmente sono quindici le unità in somministrazione presso l’azienda ed alcune lavorano presso l’Ente già da dieci anni, mentre altre ancora sono state reclutate nel corso degli ultimi anni.

Organismo dotato di personalità giuridica pubblica ed autonomia amministrativa e gestionale, l’A.Di.Su è stata istituita con la legge regionale n. 21 del 03/09/2002  con lo scopo di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono agli studenti capaci e meritevoli l’accesso e la frequenza ai corsi universitari e post-universitari.

L’Azienda, in conformità a quanto previsto dal D.Lgs. 68/2012, fornisce agli studenti iscritti all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”  borse di studio, alloggi nelle case dello studente, ristorazione tramite esercizi convenzionati all’interno e nei pressi delle facoltà.

“Supportiamo con grande efficienza e devozione – si legge nella missiva –  i pochi dipendenti di ruolo ad oggi presenti in dotazione organica (dieci dipendenti provenienti dalle mense universitarie, successivamente adattati negli uffici amministrativi) e contribuiamo da anni al raggiungimento degli obiettivi dell’azienda in modo determinante”.

“A causa di un’annosa grave carenza di personale, in particolar modo di personale apicale, il nostro “prezioso” supporto ha impedito la paralisi delle attività istituzionali, così come attestato e ribadito nel corso degli anni sia dai soggetti sindacali in sede di contrattazione decentrata, sia dagli organi politici che si sono avvicendati sino ad oggi, riconoscendo puntualmente con atti amministrativi l’eccellenza e l’indispensabilità del nostro lavoro”.

I lavoratori ribadiscono che sono ormai dieci anni che sopperiscono ai gravi disagi di questa amministrazione ed alla elativa inerzia della Regione: “Ci siamo sempre stati, anche quando era opportuno lavorare fino a sera, quando bisognava rinunciare ai riposi per allattamento per i propri figli, sopportando la triste condizione di sudditanza psicologica ed economica, tipica del precariato.

“Ci siamo stati anche quando abbiamo dovuto “dare una mano” affinché si potessero risollevare le sorti dell’A.Di.S.U. Parthenope, carente di qualsivoglia figura di personale, lavorando anche per questo Ente. Per soddisfazione personale, La informiamo che ci siamo riusciti. Abbiamo tanto creduto nel nostro lavoro, ci siamo impegnati e ad oggi abbiamo senz’altro acquisito un’importante professionalità nella Pubblica Amministrazione e nel campo del diritto allo studio universitario, un tema per il quale Lei ha mostrato, sin dal principio del suo mandato, grande interesse e sensibilità”.

I lavoratori concludono ammettendo che “Grazie a Lei, per la prima volta negli ultimi anni, sono stati assegnati fondi europei e un cofinanziamento regionale per il riconoscimento di borse di studio a tutti gli studenti idonei non beneficiari, portandoci ai livelli di altre regioni italiane. Ma oggi la informiamo di un triste ed inaccettabile epilogo: l’improvvisa ed assurda risoluzione al 9 novembre 2016 dei nostri contratti, la cui scadenza era  fissata al 31 marzo 2018″.

Una nota improvvisa pervenuta dalla Regione avrebbe indotto l’azienda a procedere a tagli sulle somme destinate al personale delle ADISU per l’anno 2016 (nota pervenuta a fine esercizio finanziario) e conseguentemente la linea politica adottata nell’ immediato è stata quella di “tagliare la testa ai più deboli, annientando in un attimo tutte le preziose professionalità formate negli anni con i fondi della stessa Regione, lasciando intatte tutte le altre spese, relative al personale e agli incarichi attualmente in essere”.

“Allora dove sta il vantaggio? Dove sta la corretta amministrazione, dove sta la politica seria, equilibrata ed efficiente? Si tratta di una scelta illogica ed assurda, considerata altresì la clausola contrattuale sottoscritta dall’A.Di.S.U. nel contratto con la società di somministrazione, che la obbliga comunque a garantire il pagamento di tutti i lavoratori somministrati sino alla scadenza del contratto (31 marzo 2018). Quindi dove sta il risparmio?

Ancora una volta – da cittadini onesti, prima ancora che da lavoratori precari –  ci chiediamo: “Perché? A cosa è servito finanziare la formazione di professionalità per tanti anni? E’ giusto che per l’inerzia della Regione e per le scelte politiche sbagliate tante professionalità preziose vengano poi cestinate come sacchetti di rifiuti?” Certi della Sua sensibilità, confidando nella Sua preziosa politica di tutela del precariato, Le chiediamo con urgenza di incontrarLa – attesa l’imminente scadenza al  9 novembre p.v. dei nostri contratti – nella speranza di poter trovare con Lei le giuste soluzioni che impediscano  il fallimento psicologico di giovani precari (ormai prossimi all’età pensionabile) incollati da anni al filo della speranza. La speranza di un futuro, almeno nell’età avanzata.

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Saverio Falco
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