lunedì 26 Settembre 2022
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Vertenza Selex Es: Ora servono investimenti per crescita e lavoro

Vertenza Selex Es, Terraccaino Fim-Cisl: Bene ora subito investimenti.

Si è conclusa stamane, tra Fim Fiom Uilm ed il management del gruppo  Selex Es, una lunga  ed impegnativa vertenza per la configurazione del nascente gruppo che ha avuto al centro la dimensione industriale e l’intero processo di uniformazione dei trattamenti in essere tra le varie aziende che compongono la Selex Es, colosso di Finmeccanica nelle attività di elettronica della difesa.

“Come Fim di Napoli – afferma il segretario generale Fim Cisl, Giuseppe Terraccaino – riteniamo che l’intesa  è  una risposta che accresce anche l’affidabilità del nuovo gruppo  dando segnali positivi ai mercati globali   nonché   ai mercati finanziari ed ai partners,  necessari, in un settore come quello della difesa , al fine di stringere alleanze industriali come richiesto dal mercato globalizzato.

Come Fim pensiamo che ci sia bisogno di concentrarsi su due aspetti fondamentali: in primo luogo un ulteriore sforzo per rendere i vari siti, e per quello che ci riguarda da vicino Fusaro e Giugliano sempre più attrezzati in missioni produttive, per mettere in sicurezza la loro  capacità di stare sul mercato in maniera autonoma e autosufficiente e per poter partecipare alla sfida industriale che deve reggere la nuova società , così traguardare un futuro di lavoro e di certezze produttive dei siti partenopei.

Il secondo elemento non trascurabile per reggere la competizione globale occorre concentrarsi sull’applicazione del  protocollo di Finmeccanica che segna un passo importante verso il modello di relazioni industriali  partecipative da noi sostenuto e perseguita con pervicacia introduce il rafforzamento della cultura partecipativa alla vita dell’impresa, necessaria a reggere la complessa sfida industriale globale.

Ci aspettiamo che anche il Governo di Renzi e le Istituzioni locali vogliano impegnarsi mettendo in campo i provvedimenti necessari per rispondere alla sfida che i siti partenopei debbano sostenere”.

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