Il suo Commissario Palumbo premiato come “miglior rivelazione italiana”. La sua opera ha la meglio tra le 4000 iscritte al concorso
Un intreccio tra letteratura, cinema e impegno ambientale. Si è chiusa con il gala al Teatro Mattiello di Pompei la sesta edizione del Vesuvius Film Festival, diretta da Giovanna D’Amodio. Tra i premiati della kermesse – cresciuta sotto l’egida del Parlamento Europeo e dedicata al tema della sostenibilità – spicca il nome dello scrittore e giornalista Giovanni Taranto, originario di Torre Annunziata.
Taranto si è aggiudicato il riconoscimento per la sezione letteratura ed editoria grazie alle indagini del Commissario Palumbo, definite dalla giuria “miglior rivelazione crime italiana” e pronte per un adattamento cinematografico. Un successo che consolida il percorso dell’autore, già vincitore di premi nazionali con racconti come La vendetta è un piatto che va consumato freddo e Il piano perfetto.
La manifestazione ha registrato numeri da record: oltre quattromila opere iscritte, provenienti anche dall’estero. «La chiamata si è estesa oltre i confini nazionali», ha sottolineato la direttrice D’Amodio, evidenziando il respiro internazionale di un festival che unisce arte e temi sociali.
Alla serata hanno preso parte personalità come Raffaele De Luca, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, e Carla Ciccarelli, Madrina del festival e vertice del Conservatorio di Napoli. Il premio a Taranto – esperto di cronaca nera e presente con le sue opere anche alle università di Harvard e Princeton – sancisce così il valore di una narrazione crime che sa coniugare intrattenimento e impegno civile.






