sabato 28 Maggio 2022
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Violenza di genere, videoclip al contrario per il singolo di Assia Fiorillo

Un videoclip al contrario per il singolo di Assia Fiorillo sul tema della violenza di genere. Il 5 gennaio a Napoli la presentazione del disco.

È buio pesto e c’è un mazzo di fiori nel cassonetto dei rifiuti mentre le auto sfilano al contrario sull’asfalto bagnato.

Qualcosa è andato storto, ma non lo sapremo fino alla fine del videoclip. Si perché lo short movie musicale è girato tutto in reverse. E questo significa che la cantautrice Assia Fiorillo ha dovuto imparare a cantare all’inverso. Un’esercizio difficilissimo e fortemente voluto da Assia che ha ideato il videoclip perché non si disperdesse nemmeno un secondo di una storia al contrario dove c’è un uomo prepotente e violento e una donna che nella paura cerca un modo per difendersi. E così alla fine il contrario forse si realizza e si sublima. Il videoclip è “Qualcosa è andato storto”, un brano che anticipa l’uscita del disco di Assia il prossimo 5 gennaio.

Assia Fiorillo è un’artista tra le più raffinate e profonde del panorama nazionale ed è totalmente indipendente, ha autoprodotto i suoi lavori musicali, dal disco al videoclip. Quindi, non potendo attingere alle risorse delle major, ha immaginato la storia del videoclip e si è affidata a due giovanissimi e talentuosi registi, Erica De Lisio e Ivan Mazzone, che hanno puntato tutto su una fotografia narrativa con inquadrature sbollate e soluzioni esasperate in funzione della storia, dell’intimità e dello squilibrio di potere tra i protagonisti. “L’idea del reverse mi girava in testa da moltissimo tempo” spiega Assia Fiorillo, non nuova alle sperimentazioni, tanto che l’anno scorso ha frequentato a lungo due carceri femminili traendo ispirazione anche da questa esperienza. “Per questo videoclip ho avuto non pochi problemi a trovare anche le persone giuste con cui collaborare – aggiunge – ma volevo che fosse qualcosa di bello ed importante. Così è ritornata l’idea del reverse, che però poteva prendere due strade: poteva essere una tecnica fine a sé stessa come espediente scenografico, oppure un elemento fondamentale di una storia che avesse però un suo peso specifico, in qualche modo anche una sua tragicità, cercando però di non cadere nella banalità né tantomeno nell’eccessivo realismo. Grazie poi all’incontro fortunatissimo con Erica, la regista, Ivan e gli altri ragazzi della troupe, credo di essere riuscita nel mio intento”.

Tutto in attesa del 5 gennaio giorno della presentazione e dell’uscita del disco festeggiata con un concerto-evento al teatro Tam. Per quell’occasione la direttrice del carcere di Fuorni, Rita Romano, ha chiesto al tribunale di sorveglianza di regalare una serata di normalità alle donne ancora detenute protagoniste del documentario di RaiTre “Caine” insieme con Assia.

Per quell’occasione ci saranno anche le ragazze che nel frattempo sono tornate in libertà.

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