domenica 21 Aprile 2024
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“Ciao Luciano”, funerali e lutto cittadino a Massa domani

MASSA DI SOMMA. “Ciao Luciano”, funerali e lutto cittadino. Si terranno domani pomeriggio alle 15 e 30 i funerali di Luciano Palestra, morto a seguito del crollo del solaio nel cantiere della facoltà di Ingegneria ad Aversa, giovedì pomeriggio. Il sindaco della cittadina vesuviana, Antonio Zeno ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata di domani.

“Un dovere per la scomparsa tragica e prematura di Luciano, un giovane operaio morto sul lavoro”, ha ribadito il sindaco. Ma il lutto cittadino è stato anche il grido dell’intera comunità di Massa di Somma di cui Luciano era parte. “Era un nostro fratello”, “Era una figlio”, scrivono sulla pagina fb di Luciano Palestra, 41 anni, sposato con Anna, papà di Serena, Sara e Ciro.

La procura della Repubblica di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa, ha aperto un fascicolo di reato per l’incidente sul lavoro avvenuto l’altra sera nella facoltà di Ingegneria della Sun che è costato la vita all’operaio di 41 anni Luciano Palestra, di Massa di Somma. Il sostituto Giuseppe Borriello ha disposto il sequestro dell’area dove è avvenuto l’incidente, interessata dai lavori di ristrutturazione, ma non ha ancora formalizzato l’ipotesi di reato, prima dovrà attendere gli accertamenti della polizia.

Il boato delle macerie giovedì alle 17.30, circa, in via Roma, 9 ad Aversa, il dolore assurdo e straziante è corso, invece, in tutta Massa di Somma. L’ultimo saluto a Luciano su fb. Luciano – il fratello, l’amico caro, il ragazzo splendente e solare con tutti e che tutti nella cittadina vesuviana conoscevano – se n’è andato. Una tragedia assurda. Una parte del solaio del complesso dell’Annunziata, un palazzo storico che ospita la facoltà di Ingegneria ad Aversa, è crollato l’altro pomeriggio, intorno alle 17.45. L’ incidente è avvenuto nel corso di lavori di ristrutturazione della sede della facoltà d’Ingegneria della Seconda Università di Napoli. Luciano, operaio assunto, tra l’altro, da pochi giorni dalla ditta che stava eseguendo i lavori, è stato risucchiato dalle macerie che gli si sono sbriciolate sotto i piedi. “Un dolore che non si spiega, una morte atroce – scrive uno dei tantissimi amici della vittima su fb – un vuoto che non si colmerà mai ‘fratello mio’, per questo oggi scelgo il silenzio, perché non ci sono parole per lenire il dolore della tua perdita”.

Tanto il dolore per la perdita del caro amico: “Svaniscono i sogni..i desideri.. Ma il tuo ricordo.. Il tuo ricordo.. Tu proprio tu che sei stato capace di trasmettermi quella CA++O DI PAROLA “che dolore”che ancora oggi la pronuncio e penso a te.. Un amico ma no!! Più di un amico, più di un tesoro.. Anke se c’era il buio assoluto con te diventava luce infinita.. E Mò nn posso pensare che sei andato via, non ci riesco”, scrive Pietro sulla pagina fb. Non ci sono parole ma la solidarietà dell’intera comunità di Massa di Somma si è stretta attorno ad Anna, la moglie di Luciano ed ai loro tre bambini Serena, Sara e Ciro. Non li hanno lasciati più soli da quel tragico giovedì sera quando, poco dopo le 21, alcuni parenti si sono recati a casa della vittima per dire alla moglie che Luciano non sarebbe più tornato. “E’ accaduta una brutta cosa ma tu devi essere forte”, le hanno detto. Ieri mattina la piazza era muta, per le strade e nei negozi non si sentiva proferire parola: sul volto di ognuno vi era segnato il dolore profondo per la perdita di Luciano. “Lui era un pezzo di questa città, di tutti noi, solare e ben disposto con tutti – dice Ciro – era un gran lavoratore, instancabile e lo ha dimostrato fino alla fine”. Nessuno ha voglia di parlare, neanche nel bar in piazza dell’Autonomia, luogo in cui Luciano, finito il lavoro, trascorreva un po’ di tempo con gli amici di una vita Ciro, Luigi, Agostino, Pietro e Sebastiano. Quest’ultimo operaio, era con lui anche nel momento della tragedia. Entrambi erano stati assunti da pochissimi giorni da una ditta di Venafro, stavano finalmente lavorando vicino casa dopo almeno dieci anni di trasferte al nord: Verona, Portogruaro, Favaro e, infine, Venezia. Poi la scorsa estate il ritorno a casa e la speranza di poter lavorare a Napoli e soprattutto non “a nero”. Un sogno divenuto realtà, un sogno squarciato due giorni fa e finito sotto una coltre immensa di calcinacci di un antico palazzo in ristrutturazione: il dipartimento della facoltà di Ingegneria. Sembra quasi un’ironia della sorte. Ma sul crollo la procura di Aversa che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo ha iscritto due nomi, al momento. A Massa di Somma il sindaco, Antonio Zeno, parente di Luciano, ha proclamato una giornata di lutto cittadino, forse domenica mattina, non appena l’autorità giudiziaria rilascerà la salma alla famiglia. Oggi ci sarà l’autopsia.“Il lutto cittadino è un nostro dovere per il dramma consumato nella funzione del lavoro – dice Zeno – ma è stata anche la richiesta unanime della comunità. Non lasceremo soli la famiglia ma sono contento per la notizia dell’approvazione oggi all’unanimità dal Consiglio regionale campano per sostenere gli studi ed il percorso formativo dei figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro”.

Cordoglio anche da Vincenzo Fiengo, sindaco di Cercola. “Vicino alla Città di Massa di Somma per il dolore che l’ha colpita in seguito alla tragica morte di Luciano… Che la terra ti sia lieve…”

“La legge approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale della Campania per sostenere, con un contributo, gli studi ed il percorso formativo dei figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro fa da apripista rispetto ad un tema, quello delle morti bianche, su cui si può e si deve fare di più”. Lo sostiene Ermanno Russo, vicepresidente del Consiglio regionale e relatore di minoranza in aula della legge che istituisce il “Fondo regionale per il sostegno socio-educativo, scolastico e formativo per i figli delle vittime di incidenti mortali sul lavoro”.
“Non si tratta di un risarcimento sociale – ha detto Russo in aula – un modo per sentirsi in pace con la coscienza. La legge approvata è una legge concreta ed inclusiva, che dovrà diventare strutturale e rappresentare un’azione di sistema in grado di tirare fuori dal disagio socio-economico chi vive una disgrazia che si riverbera, giocoforza, anche sugli studi e sul percorso formativo”.

di Patrizia Panico -fonte il Mattino area sud-costiera

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