venerdì 14 Maggio 2021
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“Genesi”, il mondo primordiale negli occhi di Salgado, al Pan

“Genesi” di Sebastião Salgado al Palazzo delle Arti di Napoli, fino al 28 gennaio 2018. Itinerario fotografico alla scoperta dei luoghi più remoti del mondo per preservarne il futuro.

Sentire la parola “genesi” associata alle origini del pianeta, nell’era di internet, delle automazioni, del consumismo sfrenato e di ogni genere di progressismo, fa pensare a un qualcosa di lontano secoli, recuperabile solo attraverso i libri di storia. E, invece, la mostra del fotografo brasiliano Sebastião Salgado ci catapulta in un mondo primordiale ancora esistente, seppur in delimitate aree del globo, invitandoci a riflettere e magari ad agire, come una “chiamata alle armi”, per recuperare un armonioso rapporto di equilibrio con la nostra Terra.

Prima di calarci nel percorso espositivo, una lettura del progetto “Genesi”, non potrà prescindere da eventi vissuti dal fotografo documentarista. Salgado, nel corso dei suoi reportage, ha assistito a sofferenze umane importanti (guerre, povertà, carestie, esodi, stermini e lotte tribali) come quelle delle raccapriccianti vicende del genocidio in Ruanda, a metà degli anni ’90 in Africa. Questi avvenimenti lo hanno portato ad una perdita di fiducia nell’uomo e nel mondo, tanto da farlo cadere in una forte crisi emotiva. Questo stesso dolore, lo ha spinto a portare avanti il suo progetto “genesi”, durato 8 anni, visitando 32 paesi dall’Antartico all’Artico, con l’intenzione di rappresentare luoghi non ancora contaminati dalla mano dell’uomo: un vero e proprio omaggio alla innocente bellezza del pianeta.

La mostra si articola in cinque sezioni: Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanal.

Con immagini in bianco e nero,  di esemplare bellezza – per armonia, maestria compositiva, luce ed impatto emotivo – lo spettatore viaggerà tra maestosi paesaggi, scoprirà animali unici, come le  “balene franche australi” e le tartarughe giganti delle Galapagos, conoscerà popolazioni indigene che hanno fatto dell’isolamento il loro punto di forza, come le tribù di Nenci della Siberia e i Cayapò dell’Amazzonia brasiliana, giusto per citarne qualcuna. Insomma, un vero e proprio atlante antropologico, dove gli uomini e gli animali vivono in armonia con l’ambiente.

Una mostra che vale la pena di vedere, sia per l’aspetto artistico sia per quello contenutistico, cogliendone il messaggio che porta con sé: spingere l’uomo a preservare questo meraviglioso pianeta.

Sede: PAN (Palazzo delle Arti Napoli) Via dei Mille, 60, 80121 Napoli

Orari:9.30 – 19.30. La biglietteria chiude un’ora prima. (martedì chiuso)

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