mercoledì 27 Gennaio 2021
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Inferno al campo rom, caccia al responsabile dell’incendio

AFRAGOLA. Incendio nell’area accampamento e discarica occupata dai rom: le fiamme domate verso le due del mattino. Si sospetta la natura dolosa per mandare via i rom e si stanno accertando alcune testimonianze. Sul posto i tecnici dell’Arpac per le indagini chimiche.

La gola ancora brucia a 24 ore, circa, dall’immenso incendio divampato ieri pomeriggio, verso le 17, all’interno dell’area occupata dalle baracche dei rom e dai cumuli di rifiuti nella contrada Salice, zona a confine con Arpino di Casoria e Casalnuovo e alla vicina Volla. Bisogna accertare la veridicità delle dichiarazioni fatte da alcuni testimoni. Da questo partono le indagini, tutt’ora in corso dei carabinieri della locale stazione e della Compagnia di Casoria per accertare le cause, quasi certamente di origine dolosa, dell’incendio. Per fortuna non vi sono stati feriti ma molti intossicati a causa delle inalazioni. Gli occupanti del campo rom – circa 200 persone tra adulti e bambini – hanno abbandonato nell’immediato la zona cercando rifugio nei comuni vicini per poi farvi ritorno già in mattinata. La zona è immediatamente vicina anche all’aeroporto di Napoli Capodichino il cui traffico aereo non ha subito ripercussioni, altrettanto il traffico ferroviario della linea T.A.V., anche quest’ultima in prossimità dell’incendio.

Una densa coltre di fumo nero – e quasi certamente tossico ma saranno le analisi dell’Arpac a dirlo – e un odore acre, fortissimo, che ha invaso gola e polmoni di migliaia di persone – le imponenti colonne di fumo si sono espanse per diversi chilometri in tutto il Napoletano, in particolare hanno invaso l’intera fascia interna dei Comuni che circonda il Vesuvio arrivando nel Nolano. Per ore: l’incendio, scoppiato poco le 17, è poi proseguito per diverse ore andando oltre l’una di notte. I vigili del fuoco, giunti dai diversi Dipartimenti della provincia, hanno lavorato senza sosta – e respirando tutto quello che bruciava – per avere ragione sulle fiamme. Un mostro nero e avvelenato che solo nelle prime luci dell’alba ha iniziato a diradarsi lasciando nell’aria l’odore acido. Sul posto, oltre alle forze dell’ordine per le indagini investigative, sono giunti i tecnici dell’Arpac, l’agenzia regionale della Campania alla quale spetta, invece, ora il compito di eseguire le indagini chimiche per stabilire cosa in affetti sia bruciato. Rifiuti tossici e pericolosi? Al momento si sta tracciando la vastità dell’area bruciata e si sta eseguendo, per quanto possibile, una caratterizzazione dei rifiuti andati in fumo ieri pomeriggio.

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Vasto l’incendio ed imponente dunque il numero del personale intervenuto: carabinieri, vigili del fuoco, volontari della protezione civile, agenti della polizia municipale e del commissariato di Afragola, decine di uomini sono stati necessari per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza della zona ancora non del tutto evacuata. Nel fuggi fuggi degli abitanti del campo rom qualcuno di loro avrebbe riferito di aver visto un uomo – che non facesse parte del campo stando a quanto detto dal testimone – avvicinarsi alle montagne di rifiuti e dargli fuoco. Una testimonianza, va detto, tutta da accertare da parte dei carabinieri. Sui social in modo estemporaneo si è espansa la notizia dell’incendio nel campo rom. Molte le accuse lanciate contro gli occupanti delle baracche: che ad appiccare le fiamme, ad esempio, potessero essere stati loro stessi per bruciare i rifiuti. Nessuna pista viene esclusa al momento. Un supporto altrettanto importante per lo sviluppo delle indagini lo forniranno le telecamere di videosorveglianza, saranno preziosi i fotogrammi registrati dagli occhi elettronici che potrebbero aver ripreso l’intera scena e “messo a fuoco”il responsabile o i responsabili del disastro di ieri pomeriggio.

 

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