martedì 26 Gennaio 2021
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L’autore francese Jean- Noël Schifano al chiostro di S.Domenico Maggiore

NAPOLI. Presentazione “Cronache Napoletane” e “Il Gallo di Renato Caccioppoli” di Jean- Noël Schifano,Colonnese Editore 4 luglio 2020 (ore 17:30).

Si terrà sabato 4 luglio 2020 (ore 17:30), presso il Chiostro del Complesso di San Domenico Maggiore (Vico San Domenico Maggiore, 18) la presentazione dei libri “Cronache Napoletane” e “Il Gallo di Renato Caccioppoli” di Jean- Noël Schifano edito dalla Colonnese and Friends (Colonnese Editore). L’evento è organizzato in collaborazione con L’Assessorato alla Cultura di Napoli. Con l’autore Jean-Noël Schifano, cittadino onorario di Napoli, in occasione della pubblicazione dei suoi ultimi romanzi Anna Amorosi (Gallimard), Cronache Napoletane e Il gallo di Renato Cacciopoli,(Colonnese editore) interverranno Salvio Esposito (scrittore), Roberto D’Ajello (“ex magistrato, autore di ‘O Princepe Piccerillo”, traduttore de “Il Gallo di Renato Caccioppoli”). Alla presenza dell’Assessore alla Cultura di Napoli Eleonora de Majo, modererà l’incontro la giornalista Ilaria Urbani(la Repubblica). “Cronache Napoletane” (Chroniques napolitaines), pubblicato per la prima volta nel 1984, edito in Francia da Gallimard e giunto alla sua terza edizione italiana, può ormai essere considerato un classico della letteratura su Napoli. Nel suo stile colto e sensuale, Schifano fa rivivere in questo libro sei storie ambientate tra la metà del Quattrocento e i primi del Settecento – tratte da archivi e cronache dell’epoca – legate alle più potenti famiglie del Regno di Napoli. Si parte con l’atroce morte della bella Maria d’Avalos e del suo amante Fabrizio Carafa per mano del marito tradito, il principe-compositore Carlo Gesualdo. Seguono le follie erotiche che nel Cinquecento mettono in subbuglio il convento di Sant’Arcangelo nel cuore di Forcella. Poi i controversi giorni del lazzarone rivoluzionario Masaniello, avvelenato dal potere, prima acclamato e poi travolto dal popolo. L’esemplare supplizio riservato al sodomita Tiberio de Vera; la storia Tirinella e Alvise massacrati durante i loro amori notturni; per concludere col delitto inconfessato della nobile Gaetanina Escobar per mano di una bella e misteriosa serva. A pochi mesi dalla nuova versione di Chroniques napolitaines (ormai un classico della letteratura su Napoli), Colonnese porta in libreria la prima edizione italiana de Il Gallo di Renato Caccioppoli, lungo «racconto napoletano» di Jean-Noël Schifano uscito per la francese Gallimard nel 2018. La narrazione prende spunto da un famoso episodio dalla vita del matematico napoletano, che in pieno periodo fascista si fece vedere per Napoli con un gallo al guinzaglio: una provocazione contro una ridicola legge di regime che vietava agli uomini di portare al guinzaglio un animale di piccola taglia, che avrebbe compromesso la loro virilità. Ma attraverso la vicenda di Caccioppoli, nella sua prosa come sempre “vulcanica” e barocca, ricca di visionarie suggestioni e di contaminazioni linguistiche, Schifano insegue piuttosto il rapporto tra intellettuale e potere politico, ovvero della stupidità di un’oppressione fascista inconciliabile con la libertà di pensiero, che sa essere intelligente e ironica. Nel libro ritorna ovviamente anche la “morte di un matematico napoletano” (il suicidio con una Beretta 7.65, consumatosi l’8 maggio 1959) che aveva già ispirato il bel film di Mario Martone. Ma di Caccioppoli, Schifano riprende – e reinventa – anche la vita e le ossessioni: l’ultima lezione all’università, con incomprensibili parole tra il fumo di decine di sigarette e l’andirivieni intorno alla cattedra; la visita a Napoli di Hitler e Mussolini, il 5 maggio 1938, che gli fa esclamare davanti al saluto romano: «Sta verrenn’ si for’ chiove!»; incontri e ricordi di donne veri e inventati, dall’amatissima zia Marussa a Elsa Morante, da Anna Maria Ortese alla barista Tania; fino agli incubi dei bombardamenti su Napoli, quand’ormai la guerra è finita, ma evidentemente qualcosa si è rotto per sempre. Schifano fa inoltre sposare al matematico la tesi anti-risorgimentale della conquista garibaldina e piemontese di Napoli in accordo con la camorra, che vede nel Plebiscito del 1860 il primo passo di tutte le imposizioni illiberali e antidemocratiche del Mezzogiorno. Fino ad arrivare alla legge fascista che vietava l’uso del dialetto all’Università, che ovviamente lui disattende facendo lezione in napoletano. E proprio riprendendo questa provocazione, per volere dell’autore, l’edizione italiana de Il gallo di Renato Caccioppoli si presenta con il testo a fronte in napoletano, curato da uno dei principali cultori della materia (già traduttore di importanti classici) come l’ex magistrato Roberto D’Ajello. Dalla Postfazione di Antonio Devicienti: “Jean-Noël Schifano ci regala un libro di fulminante e struggente bellezza, di fine e complessa scrittura, di convinto impegno etico e politico: un volume al cui centro (anche in senso quasi letterale, fisico) c’è il famoso episodio dalla vita del matematico napoletano in cui Renato Caccioppoli si fece vedere nel centro di Napoli con un gallo al guinzaglio quale forma di protesta e di dileggio nei confronti della legge fascista che vietava agli uomini di mostrarsi con un animale di piccola taglia al guinzaglio, cosa che, secondo i dettami del partito, ne comprometteva la virilità.In realtà il libro possiede una complessità compositiva e concettuale che ne fanno, a mio parere, un’opera di raro valore e, inoltre, necessaria in un clima letterario e politico sconfortante qual è quello attuale.” Jean-Noël Schifano, direttore letterario presso Gallimard, critico de “Le Monde” e della “Nouvelle Revue Française”, ha tradotto in francese i principali autori italiani, da Leonardo Sciasca a Umberto Eco, da Annamaria Ortese a Elena Ferrante. Ha un forte legame con Napoli (dove ha diretto l’Istituto Francese dal 1992 al 1998), che è al centro della sua opera; il suo ultimo romanzo è “Anna Amorosi” (Gallimard,2020).

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