lunedì 24 Giugno 2024
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Massa, antica chiesa dell’Assunta: diventa un sito turistico a 70 anni dall’eruzione del’44

MASSA DI SOMMA. Antica chiesa dell’Assunta, un bene storico e architettonico diventa un sito turistico e ritorna alla sua comunità. Grazie al progetto “Architettura Rurale e Cultura Contadina nelle Masserie Vesuviane”, finanziato dall’assessorato al Turismo della Regione Campania.

Più volte distrutta, dalla lava del Vesuvio e dai terremoti, ogni volta restaurata, fino all’eruzione del 1944. In seguito a tale calamità naturale, le allora autorità ritennero, invece di restaurare le strutture superstiti alla colata lavica, di edificare una nuova Chiesa, adiacente lasciando al completo abbandono l’antico impianto di epoca angioina. Ma dopo oltre 70 anni lo storico rudere torna a risplendere. Questa mattina l’amministrazione comunale, guidata da Antonio Zeno, ha portato a termine, con una cerimonia ufficiale, i lavori di consolidamento dell’antica chiesa dell’Assunta e della Sagrestia, entrambe distrutte dalla lava del ’44. Un progetto reso possibile con il contributo dell’assessorato regionale al Turismo. Il progetto consentirà, inoltre, l’apertura a visite guidate non solo all’antico rudere restaurato ma alle masserie vesuviane e assaporare i prodotti tipici della terra del vulcano. A tal proposito è stato realizzato un sito di promozione turistica www.vivivesuvio.eu e un filmato del territorio. Nella sale della vecchia sagrestia è stata realizzata una sala mostra con le foto d’epoca della masserie di Massa di Somma. Taglio del nastro che ha dato così inizio alla cerimonia inaugurale, alle 10,30, davanti l’antico rudere della chiesa, alle 12 c’è stata una degustazione delle tipicità locali. La kermesse si è conclusa con la visita attraverso le masserie a partire dalla sagrestia in via Carlo Raso. A partire proprio dall’antica chiesa dell’Assunta, tutto intorno si possono ammirare alcune masserie vesuviane ben conservate: “Punto di forza della nostra offerta turistica”, dice il sindaco Zeno, “E’ giusto pensare che da Massa di Somma si apra una delle porte di accesso del Parco del Vesuvio, almeno per quei visitatori interessati non a guardare da lontano e fugacemente il vulcano, ma a viverlo intensamente”, aggiunge il sindaco. Una porta che per altro coincide con il limite di uno dei siti di importanza comunitaria (SIC) censiti dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del programma Natura 2000. “In un’area come questa dotata di “fragilità”, l’obiettivo è senza dubbio quello di differenziare l’offerta – conclude – ampliando il portafoglio prodotti e utilizzando come traino ruralità e tradizioni, prodotti tipici di qualità (il Pane cafone, le freselle, il pomodorino del piennolo, le albicocche del Vesuvio), e attrattive culturali stabili e anche eventi temporanei”. Massa di Somma è dunque, per la sua posizione e per la sua stessa dimensione di piccolo centro di alta collina, a contatto diretto con la balze boscose del monte Somma, una delle porte principali di ingresso al Parco nazionale e agli itinerari che si sviluppano all’interno dell’intera area protetta. “In questa sua posizione oggi privilegiata – spiega Zeno – che le costò distruzioni e lutti durante l’eruzione del 1944, c’è la migliore prospettiva di sviluppo per Massa di Somma, quella di un paese ospitale e attrezzato per la fruizione turistica del vulcano, vero e proprio campo base di escursioni montane lungo alcuni degli itinerari già oggi segnalati e attrezzati; itinerari  – conclude – che paradossalmente, pur riguardando la cresta del monte Somma, sono a due passi dal centro abitato di Massa.

 

di Patrizia Panico fonte Il Mattino area sud costiera

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