venerdì 14 Maggio 2021
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Notte della Tammorra, quando la tarantella è “liberazione”

NAPOLI. Quando la tarantella è…”liberazione”. Conclusasi la XIV edizione della Notte della Tammorra.

Se quest’estate, nella calda notte del 9 Settembre scorso, passeggiavate nella zona  pedonale della Torretta a Mergellina, sarete stati sicuramente rapiti dalle musicalità ancestrali della Notte della Tammorra.

La kermesse, che ha raggiunto già la sua XIV edizione, quest’anno omaggiava lo scomparso Riccardo Esposito Abate detto «Zì Riccardo», fondatore del gruppo folk “Zi’ Riccardo e le Donne della Tammorra”. Spentosi a Febbraio di quest’anno, Zi’ Riccardo è stato ricordato con parole benevoli e di ringraziamento, in quanto custode e fautore della cultura popolare nonché caposaldo della tradizione sommese, come colui che ha comunicato in tutti quelli che lo hanno conosciuto, sia la passione per la musica e i canti tradizionali, sia quella per il mondo contadino-popolare che ne è la base.

La Notte della Tammorra, ideata dal compositore napoletano Carlo Faiello e a cura de “Il Canto di Virgilio” è un vero e proprio festival di musica e cultura popolare, che ha tra i suoi capisaldi, la difesa e la tutela di questo splendido patrimonio culturale immateriale, ponendosi tra l’altro anche l’intento di mostrare che il passato rappresenta un ottimo filo conduttore per il futuro.

Svoltosi nella maniera più schietta possibile, il festival ha mostrato il suo vero carattere di rappresentazione popolare. Infatti, musica, danza e canto hanno caratterizzato la serata con tammurriate, tarantelle, pizziche tarantate accompagnate dal suono di tammorre, nacchere, ciaramelle e chitarre battenti facendo danzare anche il pubblico che non poteva non muoversi al richiamo di quei suoni che scaldano e sciolgono l’anima, perché, la tarantella è… “liberazione”.

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